Salvini: "Il premier Conte? È stato bravo, ma siamo a metà dell’opera"

Italy


“Il premier Conte? È stato bravo, ma siamo a metà dell’opera” ha dichiarato, in un’intervista al Corriere della Sera, il vicepremier Matteo Salvini, in merito all’accordo raggiunto dal Consiglio europeo “Questo mese scarso di attività del governo ha aperto ben più di una porta in Europa. Mi sono andato a leggere le dichiarazioni di Letta, Renzi e Gentiloni subito dopo i Consigli che ci sono stati dal 2014, l’anno in cui è esploso il problema immigrazione. Risultati? Zero. Obiettivi raggiunti? Zero. Del resto, in questi anni gli sbarchi sono stati oltre 600 mila. I ricollocamenti 12 mila. Conte ha messo nero su bianco il discorso sulle Ong. Che è un discorso chiuso, loro non sono più legittimate: si è sancito che nessuno deve interferire con il lavoro della Guardia costiera libica. E infatti Malta chiude e l’Italia ha già chiuso i suoi porti. Anzi, abbiamo chiuso per gli attracchi di queste navi anche quando non portano migranti. Le navi straniere finanziate in maniera occulta da potenze straniere in Italia non toccheranno più terra. L’obiettivo era anche cambiare Dublino, ma il fatto di avere messo nero su bianco che chi viene salvato nelle acque maltesi o italiane non necessariamente finirà in Italia è un qualcosa che ci aiuterà non poco. A me interessa la sostanza, non la forma. Io so che cosa stiamo facendo e che cosa stiamo ottenendo. Chi è fuori sa soltanto una parte. Le opposizioni, è giusto che facciano le opposizioni. Sono anni che l’Europa manifesta il suo vuoto. Questa è l’occasione per dimostrare che non è così. Peccato solo che nel Parlamento italiano c’è chi riesce a inneggiare a Macron. Il fatto è che Macron continua a provocare. È presidente della Repubblica e io credo dovrebbe dialogare. Anche perché lui è quello buono, io il cattivo. Strano, visto che lui è quello che ha blindato Ventimiglia persino per i lavoratori italiani e ha accolto 600 migranti sui 9.000 che avrebbe dovuto. Lo fa perché in patria è già ai minimi storici. Non era stato eletto per vietare i telefonini in classe: è giusto, certo. Ma i francesi credo puntassero ad altro. Le inimicizie, se ci sono, sono il risultato di un’Europa che negli ultimi anni ha fatto zero. Se uno va da tedesco in Grecia, si accorge subito della benevolenza. E poi, gli inglesi se ne sono andati, i danesi si stanno arrabbiando. Con questo Salvini non c’entra. Sarò a Innsbruck il 12 luglio per la prima riunione dei ministri dell’Interno. E lì, vedremo di ampliare ulteriormente il nostro peso e le nostre alleanze. Se ti rispettano, ti ascoltano. Se no, ti ignorano. Come dimostrano tutte le direttive di questi anni, dannosissime per l’Italia”.



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