Dl dignità: Di Maio, testo definitivo? Tra oggi e domani

Italy


ROMA – “Tra oggi e domani” ci sarà il testo definitivo del dl Dignità. A dichiararlo il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, in audizione nelle commissioni Industria, commercio, turismo e Lavoro, previdenza sociale in Senato. Anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini in precedenza aveva detto che il provvedimento sarebbe stato ‘rapidamente’ pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Il Governo “sta già lavorando a un intervento volto a strutturare un modello di reddito di cittadinanza rispetto al quale talune risorse del Fondo sociale europeo potranno essere utilizzate nell’ambito delle finalità del Fondo stesso”. Così al Question time il ministro agli Affari europei, Paolo Savona.

“In questo senso – ha aggiunto Savona – l’intuizione del ministro Di Maio mi appare corretta e conferma che il governo intende rispettare i parametri fiscali ricercando le risorse europee nell’ambito di quelle già esistenti; tuttavia richiede che lo stesso ministero del lavoro se ne dia carico nel Consiglio europeo competente”. Savona ha osservato che “non si può ignorare che le disponibilità messe a disposizione dell’Italia a questo titolo non sono abbondanti ma resta in ogni caso l’ impegno ad utilizzare tutte gli strumenti finanziari idonei a coprire le misure ritenute prioritarie all’azione di governo”.

“Ok ai voucher, ma attenzione agli abusi” – Se i voucher possono servire a settori come l’agricoltura e il turismo, per specifiche competenze, allora ben vengano”, “l’unica cosa che chiedo alle forze di maggioranza è quella di evitare abusi in futuro”, ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, presentando le linee guida dei suoi dicasteri al Senato.

Quota 100: Governo al lavoro – Su ‘quota 100’ per il pensionamento il governo “è a lavoro” e sta “valutando: non tutte le possibili combinazioni sono convenienti”, aggiunge Di Maio. Sempre in tema di flessibilità in uscita dovrebbero beneficarne coloro che hanno maturato i “41 anni” indipendentemente dall’età anagrafica. E ha ribadito: “aboliremo le pensioni d’oro o di privilegio, sopra i 4-5mila euro netti e non legate alla contribuzione, anche per finanziare quelle di cittadinanza”.



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