Nuovo tremendo schianto nel Foggiano: muoiono 12 braccianti

Italy


FOGGIA – Ancora una strage di immigrati sulle strade pugliesi. Sono 12 in tutto le vittime dell’incidente stradale avvenuto nei pressi di Lesina: lo rendono noto i Carabinieri, mano mano che vengono estratti i corpi dalle lamiere accartocciate. Tre i feriti. Le vittime sono tutti extracomunitari di ritorno dal lavoro nelle campagne.

Il violento impatto è avvenuto sulla statale 16, al bivio per Ripalta, vicino Lesina e ai confini con Termoli.

Il furgone sul quale viaggiavano le vittime, insieme ad altre tre persone, rimaste ferite, si è scontrato frontalmente con un tir carico di pomodori. Il terribile impatto sarebbe avvenuto tra un furgone con targa bulgara carico di uomini di nazionalità africana, braccianti agricoli che tornavano dal lavoro nei campi, e un tir. I feriti sono tre, tra i quali anche l’autista del camion che – contrariamente a quanto si era saputo in un primo momento – non trasportava pomodori ma prodotti farinacei.

(ANSA)

L’incidente è del tutto simile allo scontro avvenuto sabato scorso sulla sp105 tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri in cui hanno perso la vita quattro braccianti agricoli extracomunitari ed altri quattro sono rimasti feriti.

I feriti sono stati ricoverati nell’ospedale di San Severo.

SALVINI: “DOMANI SARO’ A FOGGIA” – “Domani sarò a Foggia perché il caporalato nonostante le chiacchiere degli ultimi anni non è stato sconfitto, è più vivo che mai. La mafia ci fa gran soldi”. Il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato la sua presenza domani a Foggia dove nel primo pomeriggio in uno scontro tra un Tir ed un furgone sono morti dodici braccianti extracomunitari. Arrivando alla festa della Lega ad Arcore, Salvini ha detto di voler portare “da ministro dell’Interno alcune proposte per aggredire questo fenomeno intollerabile in un paese come l’Italia.

EMILIANO: “SI AGISCA SUBITO CONTRO CAPORALATO” – “Il presidente della Regione Puglia ha pubblicato un lungo post su Facebook con una riflessione sul terribile incidente avvenuto oggi a Foggia nel quale hanno perso la vita dodici persone, tutti lavoratori migranti. Queste le sue parole: “Un dolore senza fine sta colpendo la Puglia e l’Italia.

Dodici lavoratori in agricoltura oggi hanno perso la vita in un altro terribile incidente stradale nella provincia di Foggia.

Erano tutti straordinari lavoratori meravigliose, oneste persone come le quattro vittime dell’incidente, tremendamente simile, di pochi giorni fa.

Ho più volte sollecitato i governi succedutisi negli ultimi anni- che hanno la competenza esclusiva per l’ordine e la sicurezza pubblica – a dare attuazione ai protocolli stipulati con la Regione Puglia in sinergia col sindacato, i sindaci, la questura, la prefettura. Si può, si deve fare qualcosa e subito.

Le risorse per garantire un trasporto più sicuro dei lavoratori dell’agricoltura ci sono, le ha stanziate proprio la Regione Puglia.

Ma per predisporre un servizio di trasporto pubblico è necessaria la collaborazione delle aziende agricole che, con la massima trasparenza, devono farne richiesta comunicando numero di lavoratori, orari di lavoro, tragitti di percorrenza.

Questo non avviene mai, non è mai avvenuto sino ad oggi.

Molte aziende agricole sono infatti soggette nella provincia di Foggia al racket mafioso dei caporali che in caso di predisposizione di mezzi di trasporto da parte delle aziende con il finanziamento pubblico, impediscono a queste ultime di trovare la manodopera che gli è indispensabile per non perdere il prodotto al momento della maturazione.

Le risorse per sostenere le aziende agricole della Capitanata ci sono, ma sono inutilizzate per il motivo che ho detto.

Per questo torno a chiedere alle istituzioni dello Stato di agire per il ripristino della legalità a tutela dei lavoratori e delle imprese agricole, in un settore fondamentale della nostra economia.

Senza arrestare i caporali e i mafiosi che gestiscono i campi abusivi dei lavoratori ( i container acquistati dalla Regione Puglia per costruire ad Apricena e San Severo le Foresterie per i lavoratori in agricoltura, sono fermi sui piazzali dei fornitori per le difficoltà delle amministrazioni comunali a concederci i permessi urbanistici per installarli) sarà impossibile il trasporto sicuro e legale dei lavoratori, perché il trasporto è il trucco per i caporali per sfuggire alla severa legge contro Il caporalato.

Il mio primo atto da presidente della Regione Puglia nel 2015 fu quello di denunciare assieme a Stefano Fumarulo l’associazione mafiosa che gestiva il Gran Ghetto e chiedere alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari il sequestro dell’area di proprietà della Regione Puglia che per dieci anni era stata occupata abusivamente.

L’anno successivo Stefano Fumarulo organizzava un intelligente esodo dal Gran Ghetto e procedeva allo sgombero del campo.

Per lo sforzo di quei giorni Stefano ebbe un grave malore per il quale perse la vita.

Oggi sembra che la sua morte e quella di tanti lavoratori sia stata inutile per ottenere il rispristino della legalità e per garantire la vita delle persone.

Ma proprio per questo non possiamo cedere di un passo. Dobbiamo continuare a lottare per restituire all’Italia e alla Puglia la dignità perduta a causa del caporalato. Solo uniti si vince”.



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