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Trump annuncia dazi “reciproci”: Ue pronta a rispondere, Meloni frena la guerra commerciale

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Washington/Bruxelles/Roma – Donald Trump ha dato il via al “Liberation Day” annunciando nuovi dazi “reciproci” sulle merci estere, con l’obiettivo di “riportare l’America all’età dell’oro”. Le tariffe, che entreranno in vigore il 5 e il 9 aprile, variano dal 10% al 46%, con l’UE colpita da dazi del 20%.

Le tariffe e i paesi colpiti

  • UE: 20%
  • Vietnam: 46%
  • Tailandia, Taiwan, Indonesia, Svizzera: 30-36%
  • India: 26%
  • Regno Unito: 10%

L’impatto economico

Secondo Peter Navarro, consigliere della Casa Bianca, i dazi aumenteranno le entrate federali di 600 miliardi di dollari all’anno, per un totale di 6.000 miliardi nei prossimi dieci anni.

La reazione dell’UE

L’Unione Europea si dice pronta a rispondere alle tariffe di Trump “al momento opportuno”.

La posizione dell’Italia

La premier Giorgia Meloni esprime preoccupazione per l’impatto sui produttori italiani e invita alla cautela: “Se serve, risposte adeguate. Ma no a guerra commerciale”.

Le motivazioni di Trump

Trump paragona l’ordine esecutivo a una “dichiarazione d’indipendenza”, affermando che gli Stati Uniti si occuperanno solo dei propri interessi.

Le 30 azioni chiave della strategia

La strategia si basa sul rapporto dell’ex presidente finlandese Sauli Niinistö e comprende 30 azioni chiave e un piano d’azione dettagliato per portare avanti gli obiettivi dell’Ue della preparazione, oltre a sviluppare una ‘cultura della preparazione fin dalla progettazione’ in tutte le politiche dell’Ue, ha affermato la Commissione in una nota.

  • Proteggere le funzioni sociali essenziali dell’Europa, sviluppando criteri minimi di preparazione per servizi come ospedali, scuole, trasporti e telecomunicazioni.
  • Promuovere la preparazione della popolazione, incoraggiandola ad adottare misure pratiche, come il mantenimento di scorte essenziali per un minimo di 72 ore in caso di emergenza.
  • Istituire un hub di crisi europeo per migliorare l’integrazione tra le strutture di crisi dell’Ue esistenti e coordinare meglio la risposta alle crisi.
  • Rafforzare la cooperazione civile-militare, con esercitazioni periodiche di preparazione in tutta l’Ue che coinvolgano forze armate, protezione civile, polizia, sicurezza, operatori sanitari e vigili del fuoco.
  • Sviluppare una valutazione completa dei rischi e delle minacce a livello europeo.
  • Creare una task force di preparazione pubblico-privata e sviluppare protocolli di emergenza con le imprese.
  • Collaborare con partner strategici come la Nato su mobilità militare, clima e sicurezza, tecnologie emergenti, cibernetica, spazio e industria della difesa.

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