A partire da un minuto dopo la mezzanotte di sabato, ora di Washington (le 6:01 in Italia), sono entrati in vigore i nuovi dazi aggiuntivi del 10% imposti dall’amministrazione Trump su una larga parte dei prodotti importati dagli Stati Uniti. Questi dazi, che si aggiungono a quelli già annunciati nei giorni precedenti, costituiscono una soglia minima universale, sebbene alcuni prodotti siano esenti. L’introduzione di queste tariffe ha avuto un impatto immediato e devastante sui mercati globali.
Giornata da incubo per le Borse mondiali
La giornata di venerdì si è rivelata un vero incubo per le Borse, con un crollo generalizzato che ha scosso i mercati di tutto il mondo. In particolare, Piazza Affari ha registrato una discesa verticale, perdendo il 6,5% e tornando ai livelli più bassi degli ultimi 10 anni, eccezion fatta per i momenti di grande crisi, come dopo il fallimento di Lehman Brothers, la Brexit o la pandemia da Covid-19. Anche i mercati asiatici hanno subito un forte ribasso.
Le Borse europee perdono 819 miliardi
In Europa, la situazione è altrettanto drammatica. Le Borse europee hanno perso complessivamente 819 miliardi di euro in capitalizzazione, con un saldo negativo di oltre 1.241 miliardi di euro in appena due giorni. Londra e Francoforte sono scese del 4,95%, mentre Parigi ha registrato un calo del 4,26%. La situazione ha avuto un impatto devastante sull’Unione Europea, con la Germania e l’Italia tra i Paesi più colpiti. A Wall Street, l’indice della paura, il Dow Jones, ha perso il 5,5%, mentre il Nasdaq ha registrato una perdita del 5,8%. In totale, in due giorni, sono andati in fumo 5.200 miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato, mentre il petrolio ha visto una discesa del 7,4% e il dollaro ha continuato a indebolirsi.
La rappresaglia della Cina
La Cina, nel frattempo, ha risposto con durezza, imponendo contro-dazi del 34% a partire dal 10 aprile su tutte le importazioni di beni americani. Pechino ha inoltre inserito nella sua lista nera nuove aziende statunitensi e ha deciso di rafforzare il controllo sull’export di terre rare, con una stretta che colpirà sette articoli di terre rare medie e pesanti. Nonostante la rappresaglia cinese, il presidente Donald Trump ha ribadito la sua linea politica, dichiarando: “Non cambio la mia politica, arricchitevi”. Inoltre, Trump ha chiesto alla Federal Reserve di ridurre i tassi di interesse, ma il governatore della Fed, Jerome Powell, ha lanciato un allarme sull’inflazione, avvertendo che “l’impatto economico dei dazi potrebbe essere più ampio del previsto”.
Le reazioni italiane alla crisi dei dazi
In Italia, il governo italiano ha adottato un approccio definito da Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, come “pragmatico e razionale” in risposta alla crisi generata dai dazi. Durante il suo intervento al Forum Ambrosetti a Cernobbio, Giorgetti ha sottolineato l’importanza di un approccio equilibrato e orientato alla cooperazione internazionale.
Dal canto suo, il vicepremier Antonio Tajani ha espresso il suo parere sulla gestione della crisi da parte dell’Italia, dichiarando che la Lega continua a spingere per una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti. Tajani ha, tuttavia, ribadito che le trattative commerciali in materia di dazi sono di competenza esclusiva della Commissione Europea, e non degli Stati membri. “Non faccio polemica, ma è importante comprendere le regole e il diritto quando si parla di queste tematiche”, ha concluso il vicepremier, rimarcando che le negoziazioni sui dazi sono di competenza esclusiva dell’Unione Europea.
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