(Anas-Mohammed/Shutterstock) Tel Aviv/Damasco, 4 giugno 2025 – Nella notte, l’esercito israeliano (IDF) ha annunciato di aver colpito obiettivi militari nel sud della Siria in risposta al lancio di razzi verso il territorio israeliano. Secondo quanto riportato da un comunicato ufficiale diffuso tramite il canale Telegram dell’IDF, “i caccia hanno colpito armi appartenenti al regime siriano nell’area della Siria meridionale”.
Il comunicato precisa inoltre che:
“Il regime siriano è responsabile dell’attuale situazione in Siria e continuerà a subirne le conseguenze finché continueranno le attività ostili dal suo territorio. L’IDF opererà contro ogni minaccia allo Stato di Israele”.
L’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione con sede a Londra che monitora il conflitto, ha confermato una serie di raid aerei israeliani nell’area meridionale del Paese. Le esplosioni avrebbero colpito depositi di armi e postazioni militari, presumibilmente legate alle forze governative siriane o a gruppi filo-iraniani.
Damasco, da parte sua, ha respinto ogni accusa, negando responsabilità per il lancio di missili verso Israele. Fonti ufficiali siriane parlano invece di un’“aggressione israeliana” condotta in violazione del diritto internazionale.
Questo nuovo episodio si inserisce in un contesto di crescenti tensioni nella regione, in particolare lungo il confine tra Israele e Siria, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicati scambi di fuoco, incursioni e dichiarazioni bellicose. La situazione resta altamente instabile, con il rischio concreto di un’ulteriore escalation.
Le autorità israeliane hanno ribadito che “ogni minaccia sarà neutralizzata”, mentre la comunità internazionale osserva con preoccupazione gli sviluppi, temendo che il conflitto possa estendersi oltre i confini attuali.







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