Oggi, 23 giugno, la premier Giorgia Meloni è arrivata alla Camera dei Deputati per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo che si terrà nei prossimi giorni. L’intervento, previsto dalle 15 in poi, anticipa quello di domani mattina al Senato. Al centro dell’attenzione, tra i temi all’ordine del giorno, spicca l’evoluzione della situazione in Medio Oriente, con tutte le incertezze e gli interrogativi derivanti dall’attacco statunitense ai siti nucleari iraniani.
Meloni in contatto con leader internazionali e Mattarella
Già nella giornata di ieri, la premier ha avuto colloqui telefonici con importanti leader europei: il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Dopo aver coordinato con ministri e servizi italiani una videoconferenza di aggiornamento sulla crisi, Meloni ha informato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, condividendo l’obiettivo comune di riportare l’Iran al tavolo delle trattative diplomatiche.
Schlein a Meloni: “No dell’Italia ad azioni militari”
Ieri la premier ha parlato anche con la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che oggi, durante l’intervento alla Camera, chiederà a Meloni “di dire con chiarezza che l’Italia non parteciperà ad azioni militari e non consentirà che le nostre basi vengano utilizzate per sostenere una guerra che la comunità internazionale deve fermare”. Schlein ha inoltre sottolineato l’importanza di difendere il trattato di non proliferazione nucleare e di agire unitariamente con l’Unione Europea.
Questa posizione, condivisa da buona parte del centrosinistra, evidenzia la complessa posizione in cui si trova la premier Meloni: da una parte, mantenere l’Italia fuori da un’escalation militare, dall’altra tutelare i rapporti strategici con gli alleati, in particolare con gli Stati Uniti, e nel contempo sostenere con fermezza che l’Iran non debba acquisire l’arma nucleare, promuovendo al contempo la via del negoziato diplomatico.
Il dibattito politico e istituzionale si preannuncia intenso, mentre il Consiglio europeo sarà chiamato a definire una posizione condivisa in un momento di grande tensione internazionale.







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