Teheran-Doha, 23 giugno 2025 – Si intensifica lo scontro tra Iran e Stati Uniti dopo le recenti operazioni militari americane. Teheran ha reagito lanciando missili balistici contro la base statunitense di Al Udeid in Qatar, la più grande installazione militare USA nella regione del Golfo. Esplosioni sono state udite a Doha, ma secondo un funzionario americano non si registrano vittime né feriti.
Oltre alla base in Qatar, missili iraniani hanno colpito anche basi militari statunitensi in Siria e Iraq, in un attacco coordinato che segna una preoccupante escalation nel confronto tra Washington e Teheran.
La risposta iraniana e il messaggio politico
Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran ha dichiarato che il numero di missili lanciati corrisponde esattamente al numero delle bombe utilizzate dagli Stati Uniti nel loro raid aereo delle scorse ore, ribadendo così l’intenzione di rispondere “colpo su colpo”.
Poco dopo l’attacco, la Guida Suprema Ali Khamenei ha pubblicato un messaggio su X (ex Twitter):
“Non abbiamo fatto del male a nessuno. E non accetteremo alcuna molestia da nessuno, in nessuna circostanza. E non ci sottometteremo alle molestie di nessuno. Questa è la logica della nazione iraniana.”
Un messaggio che conferma la linea dura dell’Iran e la determinazione a non arretrare di fronte alla pressione internazionale.
Washington segue gli sviluppi nella Situation Room
La risposta iraniana era attesa: secondo il New York Times, un alto funzionario della Casa Bianca ha confermato che gli Stati Uniti avevano “informazioni credibili” su un possibile attacco missilistico iraniano contro la base di Al Udeid.
Il presidente Usa Donald Trump, insieme al capo di stato maggiore congiunto Dan Caine e al Segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha seguito gli eventi dalla Situation Room della Casa Bianca, come riportato dalla CNBC. Le autorità americane stanno ora valutando le prossime mosse, cercando di evitare una spirale fuori controllo ma allo stesso tempo pronte a reagire.
Attacco a Fordow: i raid Usa e i danni al programma nucleare iraniano
Secondo Rafael Grossi, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), gli attacchi americani avrebbero colpito duramente l’impianto di arricchimento dell’uranio di Fordow, una delle strutture chiave del programma nucleare iraniano.
“Danni molto significativi sono stati riportati nelle aree sotterranee”, ha detto Grossi, citato dal Times of Israel. Le immagini satellitari mostrerebbero “distruzioni monumentali” anche in altri siti nucleari iraniani, i cui danni complessivi sono ancora in fase di valutazione.
Escalation e scenari futuri
Il rischio di una nuova crisi internazionale nel Golfo Persico è ora più che mai concreto. L’attacco missilistico iraniano segna un punto di svolta, alimentando i timori di un conflitto più ampio che potrebbe coinvolgere direttamente anche gli alleati regionali e la NATO.
Restano da vedere le prossime mosse degli Stati Uniti e della comunità internazionale, mentre la diplomazia sembra sempre più in affanno davanti alla forza delle armi.
Nel frattempo, l’attenzione globale resta puntata su Doha, Teheran e Washington, dove si decidono le sorti di una crisi potenzialmente esplosiva.







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