WASHINGTON – “L’Iran era vicino a produrre una bomba atomica”. A sostenerlo è Donald Trump, che in una lunga intervista a Fox News ha rivendicato il successo degli attacchi aerei statunitensi contro i siti nucleari iraniani e aperto alla possibilità di revocare le sanzioni economiche nei confronti di Teheran, “se resterà pacifica e dimostrerà che non farà più danni”.
Secondo il presidente gli attacchi recenti hanno inferto un colpo decisivo al programma nucleare iraniano, distruggendo strutture chiave come il sito sotterraneo di Fordow:
“La bomba l’ha attraversato come burro. In quella stanza ci sono solo migliaia di tonnellate di roccia. L’intero posto è stato semplicemente distrutto”.
Trump ha precisato che gli iraniani non sono riusciti a spostare l’uranio altamente arricchito prima dell’attacco:
“È molto pesante e pericoloso da trasportare. Inoltre, non abbiamo dato loro alcun preavviso. Non sapevano del nostro arrivo”.
“Onorerò i piloti che hanno colpito l’Iran”
Il tycoon ha poi annunciato di voler accogliere alla Casa Bianca i piloti americani coinvolti nei bombardamenti:
“Li onoreremo. Hanno fatto un lavoro straordinario per il mondo intero”.
Dazi e diplomazia internazionale
Sul fronte commerciale, Trump ha affermato che non ci sarà bisogno di prorogare la scadenza delle tariffe doganali introdotte durante il suo mandato, spiegando che il suo team è già al lavoro per inviare comunicazioni a circa 200 Paesi interessati dalle misure:
“Abbiamo raggiunto accordi sui dazi con la Cina e con la Gran Bretagna. Ora stiamo lavorando con tutti gli altri”.
“Altri Paesi faranno pace con Israele”
Infine, Trump ha collegato le operazioni militari contro l’Iran alla possibilità di nuovi sviluppi nella normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Israele e altri Paesi arabi:
“Abbiamo alcuni Paesi davvero importanti pronti. Penso che li vedremo firmare accordi di pace perché l’Iran era il problema principale”.
L’intervista ha fatto rapidamente il giro del mondo, alimentando reazioni e timori. A Teheran, al momento, non sono arrivate risposte ufficiali, ma fonti vicine al governo iraniano parlano di “provocazioni pericolose” e denunciano l’aggressione come una violazione del diritto internazionale. L’attenzione resta ora sul possibile impatto di queste dichiarazioni sul fragile equilibrio in Medio Oriente.







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