Si è svolto un colloquio telefonico tra il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente russo Vladimir Putin, durante il quale sono emerse posizioni divergenti sul conflitto in Ucraina.
Secondo quanto riportato dal Cremlino, Putin ha attribuito all’Occidente la responsabilità della guerra, definendola “una conseguenza diretta della politica degli stati occidentali, che per molti anni hanno ignorato gli interessi della sicurezza russa, creato una testa di ponte anti-russa in Ucraina e tollerato le violazioni dei diritti dei residenti russofoni”.
Macron, dal canto suo, ha lanciato un appello affinché Putin dichiari “al più presto una tregua” e avvii negoziati tra Ucraina e Russia per trovare “una soluzione solida e durevole al conflitto”. Putin ha risposto confermando la necessità di accordi globali e a lungo termine, che prevedano “l’eliminazione delle cause profonde della crisi ucraina” e che si basino “su nuove realtà territoriali”.
Nel frattempo, l’Ucraina ha rivendicato un attacco contro una fabbrica di “sistemi di difesa antiaerea e droni” nella città russa di Izhevsk, a oltre 1.000 chilometri dal confine. Le autorità locali hanno confermato che l’attacco ha causato “diversi morti e feriti”.
Sul fronte militare, secondo media statunitensi, la Russia sta concentrando circa 50mila soldati a 20 chilometri dalla città ucraina di Sumy, non lontano dal confine russo, con l’obiettivo di conquistarla. Il presidente americano Donald Trump ha espresso fiducia che i bassi prezzi del petrolio possano costringere Putin ad accettare una tregua.
Oggi, intanto, la Danimarca assume la presidenza di turno del Consiglio europeo, in un momento di grande tensione geopolitica nel continente.







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