Dazi USA-UE, trattativa in bilico: pressing di Trump, l’Europa prepara le contromisure

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BRUXELLES – In un clima di crescente tensione commerciale, Stati Uniti ed Unione Europea sarebbero al lavoro su un’intesa che prevede una tariffa unica del 15%, con lo scopo di evitare l’inasprimento dello scontro voluto dal presidente americano Donald Trump. L’accordo, secondo quanto appreso da fonti diplomatiche europee, si ispirerebbe allo schema già applicato da Washington nei negoziati con il Giappone, e includerebbe l’abbattimento dei dazi più elevati, in particolare per il settore automotive.

Tuttavia, la posizione della Casa Bianca resta rigida. “Abbasserò i dazi solo se un Paese accetta di aprire il suo mercato. In caso contrario, dazi molto più alti!”, ha tuonato Trump, rilanciando la linea del ricatto commerciale. Secondo quanto riferito da Bruxelles, gli USA starebbero facendo forti pressioni anche sui settori Big Tech e farmaceutico, chiedendo esclusioni normative e semplificazioni per le aziende americane.

Bruxelles prepara il contrattacco: contro-dazi per 93 miliardi

In assenza di un’intesa, l’UE è pronta a colpire, e non a mani vuote. La Commissione europea ha unificato due elenchi di contromisure per un totale di circa 93 miliardi di euro, che includono dazi di risposta e misure non tariffarie. La lista sarà sottoposta nei prossimi giorni ai Paesi membri, ma non entrerà in vigore prima del 7 agosto. La Francia ha già chiesto l’attivazione immediata dello strumento anti-coercizione, un meccanismo pensato per rispondere alle pressioni economiche straniere.

“La priorità resta il negoziato”, ha assicurato Olof Gill, portavoce della Commissione per il Commercio, “ma parallelamente continua la preparazione delle contromisure”. Intensi colloqui sono in corso tra il commissario europeo Maros Sefcovic e il segretario americano Howard Lutnick.

Il monito del Financial Times: “Ora l’Ue deve essere dura”

In un editoriale pungente, il Financial Times avverte: “La scadenza del primo agosto sarà un momento della verità per l’Unione Europea”, che ora dovrà dimostrare di avere il coraggio di attivare le sue armi di risposta. Il quotidiano britannico esorta Bruxelles a usare lo strumento anti-coercizione, proponendo misure come:

  • l’esclusione delle aziende USA dagli appalti pubblici;
  • la sospensione dell’equivalenza normativa per le società finanziarie americane;
  • una tassazione sui ricavi pubblicitari delle Big Tech statunitensi.

“Trump non ha più la capacità di escalation di un tempo”, scrive ancora il FT, sostenendo che ulteriori dazi al 50% o al 100% sarebbero meno efficaci e rischierebbero di congelare completamente gli scambi transatlantici. Tuttavia, si sottolinea, l’ostacolo principale resta interno all’Unione: l’esitazione di alcuni Stati membri, tra cui Italia e Paesi del fianco orientale, che continuano a mostrare riluttanza ad affrontare Trump a muso duro.

Ma, conclude il giornale della City, dopo mesi di tentativi diplomatici, Bruxelles può legittimamente affermare di aver negoziato in buona fede. Ora, la palla è nel campo della determinazione politica europea.

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