(Shutterstock) BERLINO – Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha ribadito oggi la posizione di Berlino sul riconoscimento dello Stato di Palestina, affermando che la Germania sostiene il principio del riconoscimento solo alla conclusione di un processo politico, che tuttavia “deve iniziare ora”. “La Germania non si tirerà indietro di fronte a questo obiettivo – ha dichiarato Wadephul – e sarà costretta a reagire a passi unilaterali”.
Nel suo intervento, Wadephul ha ribadito il sostegno di Berlino a Israele, affermando che la Germania sarà al fianco di Tel Aviv nel chiedere che Hamas liberi tutti gli ostaggi e venga completamente disarmata. “Hamas non deve mai più costituire una minaccia per Israele”, ha aggiunto.
Intanto, secondo fonti mediche riportate da Al Jazeera, almeno 27 palestinesi sono stati uccisi dall’alba di oggi a seguito degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Le operazioni militari proseguono mentre la situazione umanitaria peggiora ulteriormente: l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA) ha dichiarato che le condizioni per la distribuzione degli aiuti nella Striscia sono “lontane dall’essere sufficienti” per rispondere ai bisogni della popolazione.
Sul fronte diplomatico, cresce il numero dei Paesi pronti a riconoscere lo Stato di Palestina all’Assemblea Generale dell’ONU prevista a settembre a New York: dopo Francia e Gran Bretagna, anche Canada e Portogallo hanno manifestato la loro intenzione di sostenere la proposta.
Infine, l’inviato americano Witkoff è rientrato oggi in Israele, per la prima volta da gennaio, segnando un possibile rilancio dell’impegno diplomatico statunitense nella regione.







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