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Si conclude a Roma il Giubileo dei Giovani: oltre un milione a Tor Vergata con Papa Leone XIV

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Roma, 3 agosto 2025 – Una folla di oltre un milione di giovani provenienti da 146 Paesi del mondo ha invaso Tor Vergata per la conclusione del Giubileo dei Giovani, l’evento mondiale promosso dalla Chiesa cattolica per il rinnovamento spirituale delle nuove generazioni. Due giornate dense di emozioni, culminate con la messa celebrata da Papa Leone XIV e l’Angelus finale, tra parole forti, simboli potenti e un messaggio universale di speranza e pace.

L’omelia: “Le fragilità non siano tabù”

Nel suo intervento, Papa Leone XIV ha affrontato senza timori il tema della fragilità, definendola “parte della meraviglia che siamo” e invitando i ragazzi a non nascondere le proprie debolezze. “Le fragilità – ha detto – non devono spaventarci, quasi fossero argomenti tabù da evitare. Sono invece feritoie attraverso cui può entrare la luce della grazia”.

Una sete che solo Dio può dissetare

“La vita non è fatta per stare fermi”, ha detto il Papa. “Siamo fatti per rigenerarci continuamente nel dono e nell’amore. Sentiamo una sete bruciante che nessuna bevanda del mondo può estinguere. Non inganniamo il cuore con surrogati inefficaci!”. E ancora: “Spalanchiamo il cuore a Dio, anche a 20 anni, e avventuriamoci con Lui verso gli spazi infiniti”.

La citazione di Bergoglio: “Non siete malati, siete vivi”

Durante l’omelia, Leone XIV ha anche citato Papa Francesco, rilanciando un passaggio tratto da un suo discorso del 2023:

“Non allarmiamoci se ci scopriamo assetati, inquieti, incompleti. Non siamo malati, siamo vivi”.

Un richiamo che ha emozionato molti dei presenti, già colpiti dalla forza delle parole del successore di Pietro.

“Aspirate a cose grandi, alla santità”

Il pontefice ha poi spronato i giovani ad “aspirare a cose grandi, ovunque vi troviate. Non accontentatevi di meno”. Infine, ha affidato i ragazzi a Maria, Vergine della speranza, e li ha incoraggiati a tornare nei loro Paesi “camminando con gioia sulle orme del Salvatore”.

Angelus finale: “Una cascata di grazia”

Durante l’Angelus, Papa Leone XIV ha definito il Giubileo dei Giovani “una cascata di grazia per la Chiesa e per il mondo intero”, ringraziando personalmente “uno a uno” i partecipanti. Il momento si è trasformato in un grande abbraccio collettivo, suggellato da applausi, canti e bandiere da ogni continente.

Il messaggio di pace: “Con i giovani di Gaza e Ucraina”

Il Pontefice non ha dimenticato i teatri di guerra. All’Angelus ha espresso vicinanza ai “giovani di Gaza, dell’Ucraina e di ogni terra insanguinata dai conflitti”. E ha rilanciato un messaggio chiaro:

“Voi siete il segno che un altro mondo è possibile: un mondo di amicizia, dove i conflitti non si risolvono con le armi ma con il dialogo”.

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