Gaza City, 22 agosto 2025 – L’Onu ha dichiarato ufficialmente lo stato di carestia a Gaza, la prima volta in assoluto per il Medio Oriente. Il comitato internazionale dell’Ipc (Integrated Food Security Phase Classification) ha certificato che la situazione è “catastrofica” per circa 500 mila persone, confermando la carestia nel governatorato di Gaza City, che copre il 20% dell’intera Striscia.
Israele, però, contesta duramente le conclusioni del rapporto, definendolo “falso” e “basato su dati parziali forniti da Hamas”.
Sul piano militare, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha promesso di distruggere Gaza City se Hamas non accetterà di disarmarsi, liberare gli ostaggi ancora detenuti e porre fine alla guerra alle condizioni imposte da Tel Aviv. “Presto le porte dell’inferno si apriranno sulle teste degli assassini e degli stupratori di Hamas – ha scritto Katz sui social –. Se non accettano, Gaza, capitale di Hamas, diventerà come Rafah e Beit Hanoun”, già rase al suolo dalle operazioni israeliane.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato l’avvio della prima fase dell’occupazione di Gaza City, dichiarando di controllarne già la periferia. Parallelamente, lo Stato ebraico ha approvato in via definitiva un nuovo insediamento in Cisgiordania, che di fatto divide in due la regione e rende sempre più difficile la prospettiva di uno Stato palestinese unitario.
La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione: mentre la guerra continua e le città vengono bombardate, centinaia di migliaia di civili nella Striscia rischiano letteralmente la fame.







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