Israele, 26 agosto 2025 – Cresce la protesta in Israele contro i bombardamenti su Gaza e la gestione della crisi degli ostaggi. Oggi si registrano altri 75 morti nella Striscia di Gaza, mentre i manifestanti bloccano alcune autostrade e assediano le abitazioni di alcuni ministri del governo, chiedendo la fine dell’offensiva militare.
Nonostante le pressioni interne, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha riunito il Gabinetto di sicurezza e confermato la prosecuzione delle operazioni. L’IDF ha commentato l’attacco all’ospedale Nasser di Khan Younis, dove sono rimaste uccise 21 persone, tra cui giornalisti, medici e civili, affermando di aver identificato tra le vittime 6 terroristi di Hamas, incluso uno coinvolto nelle stragi del 7 ottobre 2023.
Sul fronte diplomatico, permane lo stallo: il cancelliere tedesco Merz frena sul riconoscimento dello Stato palestinese, mentre il ministro degli Esteri israeliano Saar, in visita a Washington, attacca quelli che definisce i “governi occidentali di sinistra”.
Intanto, i patriarchi Pizzaballa e Teofilo III sottolineano la necessità di rimanere a Gaza, dichiarando: “Non lasceremo Gaza, clero e suore rimarranno. Andarsene sarebbe una condanna a morte”.
La situazione resta estremamente tesa, tra crescenti pressioni interne, nuove vittime e l’assenza di progressi sul fronte diplomatico.







Leave a Reply