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Polonia sotto assedio droni russi: scatta l’articolo 4 della Nato, l’Europa allerta

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Un nuovo episodio di tensione ai confini orientali dell’Europa: nella notte, uno sciame di 19 droni russi ha violato lo spazio aereo polacco, suscitando forte preoccupazione tra i Paesi membri della Nato e dell’Unione europea. Tra i velivoli impiegati per la sorveglianza, anche un aereo di ricognizione italiano decollato dall’Estonia, impegnato a monitorare la situazione lungo il confine con la Russia.

Secondo le autorità polacche, si tratta di “una provocazione deliberata”, che ha spinto Varsavia a invocare l’articolo 4 del trattato Nato, che prevede consultazioni tra i Paesi membri ogni volta che uno di essi ritenga minacciata la propria integrità territoriale o la sicurezza nazionale. Il presidente Sergio Mattarella ha commentato la vicenda avvertendo sul rischio di “scivolare in un baratro di violenza incontrollata”.

Sul terreno, la Polonia ha temporaneamente limitato il traffico aereo lungo il confine orientale. Sono stati rinvenuti alcuni droni esca, tipicamente utilizzati dalla Russia per distrarre i sistemi di difesa durante attacchi su larga scala in Ucraina. Mosca nega ogni responsabilità, definendo le accuse “infondate”.

Reazioni internazionali

L’Alta rappresentante dell’UE, Kaja Kallas, a nome dei 27 Stati membri, ha condannato l’episodio: “Questo atto aggressivo e sconsiderato fa parte di una grave escalation da parte della Russia. Minaccia la sicurezza dei cittadini dell’UE, la stabilità regionale e la pace internazionale”.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è stato convocato per discutere della situazione, mentre sul territorio ucraino proseguono i bombardamenti. Nella notte, a Sumy un drone russo ha causato un incendio in una scuola, mentre nel Donetsk due persone hanno perso la vita e altre dieci sono rimaste ferite, secondo quanto riferito da Ukrinform.

L’episodio mette in evidenza l’intensificarsi delle tensioni tra Russia e Occidente e la crescente vulnerabilità dei confini europei orientali, con la Nato e l’UE chiamate a monitorare e rispondere in tempo reale alle provocazioni.

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