Secondo quanto riportato da Bloomberg, citando fonti del Cremlino, Vladimir Putin avrebbe concluso che l’escalation militare sia il modo migliore per costringere l’Ucraina a colloqui alle condizioni di Mosca, ritenendo improbabile che Donald Trump rafforzi le difese di Kiev. L’incontro tra i due in Alaska, secondo fonti russe, avrebbe convinto Putin della disinteressata posizione di Trump rispetto al conflitto.
Nelle ultime ore, Tallinn ha invocato l’articolo 4 della Nato dopo il presunto sorvolo di tre caccia russi Mig-31 sullo spazio aereo estone, che Mosca ha negato definendo la rotta su acque neutrali. Per respingere i velivoli, sono decollati F-35 italiani. Il segretario della Nato, Tajani, ha definito l’episodio “un brutto segnale”, mentre Trump lo ha definito “un grosso problema”.
Intanto, Bruxelles ha deciso di anticipare di un anno il divieto di importazione di gas russo, contenuto nel 19° pacchetto di sanzioni a Mosca adottato dalla Commissione Europea, in attesa dell’approvazione dei 27 Stati membri. Al momento, otto Paesi Ue continuano a importare gas russo tramite gasdotti e metaniere.
Sul fronte ucraino, la notte scorsa si sono registrati nuovi raid russi su diverse città, con allarme antiaereo attivato in tutto il Paese. Il presidente Zelensky ha denunciato il lancio di 40 missili da crociera e 580 droni di vario tipo. Le Forze armate russe rivendicano la conquista del villaggio di Berezove, nella regione di Dnipropetrovsk.
Nella regione russa di Samara, invece, quattro persone sono rimaste uccise e una ferita in seguito a un attacco notturno di droni ucraini. La situazione resta dunque tesa, tra escalation militare, tensioni internazionali e nuove misure economiche europee contro Mosca.







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