, , ,

Regno Unito, Australia, Canada e Portogallo riconoscono lo Stato di Palestina: tensioni e reazioni internazionali

Gdp Avatar

(shutterstock) Alla vigilia dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Regno Unito, Australia, Canada e Portogallo hanno formalmente riconosciuto lo Stato di Palestina, portando a oltre 150 il numero dei Paesi che ne sostengono il riconoscimento. La decisione, accolta con favore dalla leadership palestinese, segna un passo significativo nel lungo processo diplomatico per il riconoscimento internazionale della Palestina.

La mossa ha immediatamente provocato la reazione del governo israeliano. Il premier Benjamin Netanyahu ha affermato con fermezza: “Non ci sarà alcuno Stato palestinese. Questa decisione mette in pericolo l’esistenza stessa di Israele”. La risposta del governo israeliano si è fatta ancora più dura con le dichiarazioni dei ministri dell’ultradestra, Itamar Ben Gvir e Miki Zohar, i quali hanno suggerito, come rappresaglia, un’occupazione totale della Cisgiordania.

Sul fronte internazionale, il Papa ha lanciato un nuovo monito per la situazione a Gaza, definita “martoriata”, invitando a porre fine alla violenza e all’esilio forzato. Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha sottolineato l’importanza del dialogo e della convivenza: “Dal Capodanno ebraico arriva un invito contro la violenza e per una convivenza basata su rispetto, solidarietà e pace”.

In Italia, la notizia ha spinto alla mobilitazione civile. Oggi, in diverse città del Paese, si terranno manifestazioni e cortei a sostegno della popolazione palestinese con lo slogan “Blocchiamo tutto”, un richiamo alla solidarietà e alla necessità di mettere al centro della politica internazionale il rispetto dei diritti umani.

La decisione dei quattro Paesi europei e del Commonwealth riapre così il dibattito internazionale sulla questione israelo-palestinese, evidenziando ancora una volta quanto il riconoscimento diplomatico possa avere ripercussioni sia sul piano politico che sociale.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *