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ONU, discorso di Netanyahu tra proteste e tensioni: appello agli ostaggi e attacco a Hamas

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New York – L’Assemblea generale dell’ONU è stata teatro oggi di una giornata segnata da proteste durante il discorso del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Decine di rappresentanti hanno lasciato la sala tra fischi e applausi mentre Netanyahu mostrava una “mappa del terrore dell’Iran” e indossava una giacca con un QR code collegato a un sito sulle atrocità dell’attacco di Hamas del 7 ottobre.

Il premier ha ricordato gli “atti indicibili” compiuti il 7 ottobre, ringraziando il presidente Donald Trump per la sua “azione decisa” e rivolgendo un appello a Hamas: “Lasciate gli ostaggi e deporre le armi”. Netanyahu ha inoltre sottolineato che Israele vuole “concludere l’operazione a Gaza al più presto”.

Sul fronte diplomatico, il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha lanciato un appello alla Flotilla internazionale, invitandola a collaborare con il Patriarcato Latino di Gerusalemme per garantire la consegna sicura degli aiuti umanitari a Gaza. La Marina Militare italiana, con la fregata Alpino e la fregata Fasan, ha fornito supporto e attività logistiche vicino alla Global Sumud Flotilla.

All’ONU è intervenuto anche Abu Mazen, Presidente dell’Autorità Palestinese, dichiarando la disponibilità a governare la Striscia di Gaza senza Hamas e chiedendo il riconoscimento internazionale della Palestina.

Sul terreno, la situazione resta critica: l’IDF continua l’avanzata a Gaza City, dove la protezione civile locale segnala 22 palestinesi uccisi dall’alba, di cui 11 nella città, teatro di un’operazione di terra dell’esercito israeliano.

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