Prosegue la missione della Global Sumud Flotilla, con le navi che oggi hanno lasciato le coste di Creta e sono entrate in acque internazionali, dirette verso la striscia di Gaza, raggiungibile secondo gli organizzatori “entro una settimana”. La missione, partita a inizio settembre con decine di imbarcazioni da diversi porti del Mediterraneo, mira a portare aiuti umanitari ai cittadini palestinesi.
Dialogo con le autorità italiane
Intanto, resta aperto il canale di dialogo con il governo italiano: nel pomeriggio, una delegazione del Global Movement for Gaza ha incontrato a Roma il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il ministro ha espresso preoccupazione per i rischi legati a una possibile forzatura del blocco navale: “Se la Flotilla forza il blocco navale si espone a pericoli elevatissimi e non gestibili”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza del dialogo per evitare azioni che mettano a rischio vite, in primis di attivisti italiani.
Crosetto ha evidenziato che, pur condividendo l’obiettivo dichiarato della Flotilla di aiutare il popolo di Gaza, “è fondamentale che questo impegno non si traduca in atti che non porterebbero a risultati concreti, ma che rischierebbero effetti drammatici”. La priorità del governo, secondo il ministro, resta la sicurezza e il ricorso a canali umanitari e diplomatici già attivi.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aggiunto: “Speriamo che le cose vadano nel verso giusto, c’è sempre tempo per ripensarci”, confermando la disponibilità italiana a facilitare la consegna degli aiuti attraverso percorsi sicuri.
Posizione della Flotilla
La portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, ha ribadito la prosecuzione della missione: “La missione della Global Sumud Flotilla va avanti e continua verso Gaza”. Delia ha confermato che l’iniziativa non ha subito defezioni e ha incontrato anche la segretaria del PD, Elly Schlein, a Roma.
Reazioni internazionali
Il governo israeliano ha criticato duramente la Flotilla, definendola su X (ex Twitter) “una provocazione al servizio di Hamas”. Secondo il ministero degli Esteri israeliano, gli attivisti avrebbero respinto proposte di scaricare gli aiuti a Cipro avanzate sia dall’Italia sia dal Vaticano, così come altre due offerte israeliane, rendendo la missione non un gesto umanitario ma una provocazione politica.
Nei giorni scorsi, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva invitato la Flotilla ad accettare la disponibilità del Patriarcato Latino di Gerusalemme per consegnare gli aiuti alla popolazione di Gaza in sicurezza.







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