Roma – Prosegue la navigazione della Sumud Flotilla, composta da 42 imbarcazioni umanitarie dirette verso la Striscia di Gaza. Le navi si trovano ancora in acque internazionali e dovrebbero arrivare giovedì prossimo, mentre il governo italiano intensifica i contatti diplomatici per trovare un accordo che eviti rischi per gli equipaggi.
La premier Giorgia Meloni ha parlato con il presidente statunitense Donald Trump, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato la portavoce italiana Maria Elena Delia e altri membri del Global Movement to Gaza, ammonendoli sui pericoli di forzare eventuali blocchi navali, che metterebbero a rischio la sicurezza delle imbarcazioni civili.
Gli attivisti ribadiscono però la volontà di proseguire: “Navighiamo in acque internazionali nella piena legalità”, ha dichiarato Delia, spiegando che la flotta è in una fase di ascolto e mediazione. La delegazione italiana ha incontrato anche la leader dell’opposizione Elly Schlein.
Il Vaticano agisce come mediatore, proponendo un approdo a Cipro con trasferimento degli aiuti tramite il porto israeliano di Ashdod, ma il governo di Netanyahu ha respinto la proposta, accusando la flottiglia di provocazione e di servire Hamas.
Le navi hanno lasciato Creta e procedono verso sud-est, avvicinandosi alle coste egiziane, monitorate a distanza dalla Marina militare italiana e, forse, da droni turchi. L’ipotesi di un approdo alternativo attraverso il valico di Rafah resta sul tavolo, ma Israele non la considera al momento una soluzione percorribile.
La situazione resta in evoluzione, con una forte pressione diplomatica e un alto livello di attenzione internazionale sul destino della flotta e sulla consegna degli aiuti umanitari.







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