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Flotilla per Gaza, 46 imbarcazioni si avvicinano alla zona di intercettazione: cresce la tensione

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Le quarantasei barche della Global Sumud Flotilla continuano la loro rotta verso Gaza, avvicinandosi progressivamente alle acque considerate a rischio, ossia la cosiddetta zona di intercettazione. Gli attivisti stimano di raggiungerla mercoledì. Quando le imbarcazioni saranno tra le 100 e le 120 miglia nautiche dalla Striscia, riceveranno un alert dalla nave della Marina militare italiana, che le sta seguendo a distanza. La fregata Alpino non oltrepasserà quel limite: da quel momento, la Flotilla sarà senza la «protezione» italiana.

Le posizioni a bordo

Secondo quanto dichiarato da Tony La Piccirella, uno degli italiani imbarcati, il piano è proseguire: «Ci troviamo a 300 miglia da Gaza, mercoledì saremo nella zona di intercettazione e giovedì arriveremo. La missione è diretta alla Striscia: è l’unico modo per aprire un canale umanitario permanente». La Piccirella ha inoltre sottolineato che «per la legge internazionale non ci sono rischi. Qualsiasi pericolo è legato alla violenza israeliana a cui i governi permettono ancora di andare oltre la normativa internazionale».

Diversa la posizione di alcuni parlamentari del Pd e membri dell’equipaggio della nave Karma, parte della Flotilla. Il deputato Arturo Corrado ha spiegato: «Non vogliamo forzare blocchi ma portare aiuti. All’alt di Israele ci fermeremo. Credo che nessuna delle imbarcazioni voglia forzare il blocco, perché si tratta di una missione pacifica e non violenta». Sull’imbarcazione naviga anche l’eurodeputata Annalisa Corrado, che ha aggiunto: «Proseguiremo nonostante l’alert della Marina militare italiana e, fin quando saremo in acque internazionali e non ci saranno segnali di stop da altre nazioni come Israele, andremo avanti».

La preoccupazione del governo

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo un incontro con rappresentanti del Global Movement to Gaza, ha espresso preoccupazione per la sicurezza degli attivisti, ricordando un incidente avvenuto anni fa nella stessa zona in cui morirono dieci turchi. «La cosa che più preoccupa è che le imbarcazioni saranno intercettate e il grande numero di navi aumenta il rischio di incidenti», ha detto. Crosetto ha auspicato che eventuali arresti avvengano «senza altre conseguenze» e ha precisato che la fregata italiana fermerà la navigazione prima di entrare in «una zona considerata di guerra».

Lo scenario resta quindi delicato, con la Flotilla determinata a portare avanti la missione umanitaria e le autorità italiane impegnate a garantire sicurezza e prevenzione di incidenti.

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