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Accordo di pace per Gaza: Trump firma a Sharm el-Sheikh. “È l’alba di un nuovo Medio Oriente”

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Sharm el-Sheikh, 13 ottobre 2025 – Storico passo verso la fine del conflitto in Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato oggi, a Sharm el-Sheikh, l’accordo di pace per Gaza, nel corso del vertice internazionale co-presieduto con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Subito dopo, le firme anche del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e del premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, Paesi mediatori del negoziato. L’aula del summit ha accolto il momento con un lungo applauso.

L’accordo segna la prima fase del piano di pace israelo-palestinese promosso da Washington e sostenuto da Egitto, Turchia e Qatar, con l’obiettivo di porre fine a oltre vent’anni di conflitto e di favorire la ricostruzione della Striscia di Gaza sotto una nuova amministrazione civile condivisa.

La liberazione degli ostaggi

Tutti i 20 ostaggi ancora in vita sono stati consegnati questa mattina alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) dopo essere stati prelevati dalla Croce Rossa Internazionale: i primi sette alle ore 7 italiane, gli altri tredici due ore più tardi.
Dopo 738 giorni di prigionia, non restano più ostaggi nelle mani di Hamas. Nel pomeriggio è attesa la consegna dei corpi degli ostaggi deceduti.
A Tel Aviv, una gremita Piazza degli Ostaggi ha seguito in diretta il momento storico, tra lacrime, abbracci e bandiere israeliane.

Le parole di Trump alla Knesset

“Ci riuniamo in un giorno di profonda gioia, di speranza crescente, di fede rinnovata e, soprattutto, un giorno per rendere il nostro più profondo ringraziamento all’Onnipotente Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. Dopo tanti anni di guerre incessanti e pericoli senza fine, oggi il cielo è sereno, le armi tacciono, le sirene non suonano più e il sole sorge su una Terra Santa finalmente in pace. È l’alba storica di un nuovo Medio Oriente.”

Così ha dichiarato il presidente Trump nel suo discorso alla Knesset, secondo estratti diffusi dalla Casa Bianca.

Netanyahu: “Tutti i nostri figli sono tornati a casa”

La ringrazio personalmente, a nome di tutta la nazione, per il ritorno degli ostaggi. Oggi sono tutti tornati a casa”, ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accogliendo Trump alla Knesset e dandogli il “benvenuto a Gerusalemme, nostra capitale eterna”.

Il premier ha poi sottolineato che “questa giornata segna non solo la liberazione dei nostri figli, ma anche l’inizio di una nuova era di pace, sicurezza e cooperazione per tutto il Medio Oriente”.

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