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Gaza, Netanyahu ordina la chiusura del valico di Rafah “fino a nuovo avviso”

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TEL AVIV/GAZA – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha disposto che il valico di Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, “resti chiuso fino a nuovo avviso”. Secondo una nota diffusa dall’ufficio del premier, l’eventuale riapertura sarà “valutata in base alle modalità con cui Hamas svolgerà il suo ruolo nel ritorno degli ostaggi deceduti e nell’attuazione del quadro concordato”.

La decisione arriva poche ore dopo che il quotidiano Haaretz aveva riportato conferme dall’Organizzazione mondiale della sanità sulla possibile riapertura del valico lunedì, per consentire il trasferimento di malati e feriti. Anche l’ambasciata palestinese al Cairo aveva informato della stessa data, aggiungendo che l’apertura avrebbe permesso ai gazawi presenti in Egitto di rientrare nella Striscia.

Intanto, cresce la tensione sul terreno. Secondo Al Jazeera, undici membri di una stessa famiglia sono stati uccisi in un attacco israeliano a Zeitoun, nella città di Gaza. L’esercito israeliano avrebbe colpito un veicolo accusato di aver attraversato la cosiddetta “linea gialla”, che delimita le aree sotto controllo militare israeliano. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, sarebbero 28 le persone uccise da raid israeliani, riferisce la stessa emittente.

Sul fronte politico, Hamas ha dichiarato di voler mantenere il controllo della sicurezza a Gaza “per un periodo ad interim”, escludendo per ora qualsiasi impegno al disarmo. Lo ha affermato Mohammed Nazzal, dirigente del movimento, in un’intervista pubblicata da Reuters. Secondo l’agenzia, le parole di Nazzal “riflettono le difficoltà che gli Stati Uniti devono affrontare per porre fine alla guerra” e “i principali ostacoli al consolidamento di una pace duratura”.

Il ministero della Salute di Gaza ha aggiornato il bilancio complessivo delle vittime dell’offensiva israeliana: sono 68.116 i morti dall’inizio del conflitto.

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