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Crisi ucraina: ultimatum di Trump. Oggi vertice a Ginevra

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Nuove settimane decisive si aprono per la crisi ucraina, con gli Stati Uniti e l’Europa al centro di una complessa mediazione diplomatica. Nelle ultime ore, il presidente Usa Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Kiev, chiedendo di accettare o respingere il suo piano di pace in 28 punti entro giovedì, giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti. Contestualmente, è previsto un vertice diplomatico domenica in Svizzera, che vedrà riuniti ucraini, americani ed europei, in un tentativo di rilanciare le trattative.

Il piano, sostenuto dallo stesso Trump, ha trovato però resistenze sia a Kiev sia tra gli alleati europei, che chiedono modifiche e chiarimenti prima di considerarlo come base concreta di negoziato. Lo stesso Trump ha dichiarato: “La guerra deve finire in un modo o nell’altro”, aggiungendo però di non considerare la sua proposta come “offerta definitiva”, lasciando aperta la possibilità di ulteriori aggiustamenti.

A Ginevra, una nutrita delegazione ucraina guidata da Andriy Yermak incontrerà l’inviato americano Steve Witkoff e il segretario di Stato Marco Rubio, in un incontro che potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase diplomatica. Tuttavia, alcune dichiarazioni dei senatori statunitensi hanno alimentato tensioni, sostenendo che Rubio avrebbe definito il piano di Trump una “lista dei desideri russa”. Il Dipartimento di Stato ha replicato definendo queste affermazioni “palesemente false”, ribadendo che il piano è stato redatto dagli USA con contributi sia russi sia ucraini.

Sul fronte europeo, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha convocato una riunione straordinaria dei 27 leader dell’UE lunedì prossimo, a margine del vertice tra Unione Europea e Unione Africana, per discutere della crisi e coordinare la posizione comune.

Parallelamente, l’allerta si è spostata anche sui cieli dei Paesi Bassi: il traffico aereo civile e militare all’aeroporto di Eindhoven è stato sospeso temporaneamente dopo l’avvistamento di diversi droni, prima di riprendere regolarmente.

La crisi ucraina resta quindi al centro dell’agenda internazionale: tra ultimatum, negoziati e tensioni transatlantiche, le prossime ore potrebbero essere decisive per il futuro della guerra e degli equilibri geopolitici globali.

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