(CC-BY-NC-SA 3.0 IT) Johannesburg, 23 novembre 2025 – Nessuna controproposta europea, ma un lavoro comune sul piano presentato da Donald Trump per arrivare alla pace in Ucraina. È questa la linea indicata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa conclusiva del G20 a Johannesburg.
La premier ha confermato di aver discusso del dossier con il presidente statunitense Trump e con il presidente finlandese Alexander Stubb, sottolineando che “c’è disponibilità” da parte di Washington e che anche gli sherpa riuniti a Ginevra stanno operando in questa direzione.
“Il tema non è lavorare a una totale controproposta: ci sono molti punti condivisibili. Ha senso lavorare sulla proposta che c’è”, ha dichiarato Meloni rispondendo alle domande dei giornalisti.
Nel piano americano punti critici, ma anche elementi “molto positivi”
La presidente del Consiglio ha spiegato che il piano statunitense contiene elementi da approfondire, in particolare:
- la questione dei territori,
- il finanziamento della ricostruzione,
- il futuro dell’esercito ucraino.
Accanto ai nodi più complessi, però, Meloni ha evidenziato anche aspetti che giudica particolarmente utili, come le garanzie di sicurezza con un ruolo diretto degli Stati Uniti, un punto che – ha ricordato – riprende una proposta originariamente italiana.
“Penso si possa fare un lavoro positivo. Siamo tutti impegnati per una proposta che porti pace, un’Ucraina indipendente e sovrana e sicurezza per l’Europa”, ha aggiunto Meloni.
“Mosca dia un segnale: cessare subito i bombardamenti su infrastrutture civili”
La premier ha affrontato anche il tema del comportamento russo sul campo:
“Sarebbe una buona cosa ottenere almeno un cessate il fuoco temporaneo sulle infrastrutture strategiche e civili che i russi continuano a bombardare. Anche Mosca deve dare un segnale concreto di voler arrivare alla pace”, ha detto.
Meloni ha poi sottolineato che molte delle questioni contenute nel piano – dalle garanzie di sicurezza alla ricostruzione, fino al percorso europeo dell’Ucraina – richiederanno necessariamente un ruolo attivo dell’Unione Europea.
Secondo la premier, però, non è il momento di perdersi nei dettagli, ma di concentrarsi sull’obiettivo finale:
“È una fase delicata. Serve una prova di maturità dell’Europa, che deve mostrare di poter fare la differenza con proposte che facciano avanzare il processo di pace”.
“No a piani alternativi europei: lavoriamo insieme agli Stati Uniti”
Meloni ha invitato Bruxelles a non presentare iniziative parallele che rischierebbero di indebolire il fronte occidentale:
“Non serve un piano alternativo. Serve lavorare, insieme, su quello americano”, ha ribadito.
“Putin non vuole chiudere la guerra: è tempo di vedere il bluff”
Nel passaggio più politico del suo intervento, la premier ha espresso scetticismo sulle reali intenzioni del Cremlino:
“Da tempo penso che Putin non abbia una reale volontà di chiudere la guerra. Questo bluff va visto. Il modo migliore per farlo è mettere sul tavolo una proposta seria e capire chi ci sta e chi no”.
Meloni si dice certa che Europa, Ucraina e Stati Uniti sarebbero pronti a sostenere un percorso credibile di pace.
Sulla Russia, invece, resta un’incognita:
“Speriamo che ci sia anche la Russia, ma potrebbe anche mancare”, ha concluso.







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