(Shutterstock) Un processo negoziale “serio” per la fine della guerra in Ucraina è in corso, ma molti potrebbero tentare di sabotarlo. A dirlo è il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, intervistato dalla televisione di Stato russa e citato dall’agenzia Ria Novosti. Peskov ha definito il momento attuale “cruciale”, sottolineando che “probabilmente non c’è nulla di più importante” del tentativo di trovare un’intesa diplomatica. Ha aggiunto che, parallelamente ai contatti in corso, “appariranno molte persone che non si faranno scrupoli pur di far fallire questo processo”.
Sul fronte diplomatico arriva un segnale significativo da Kiev, che ha dato il via libera al piano di pace in 19 punti concordato con gli Stati Uniti durante i colloqui di Ginevra. Secondo il presidente Donald Trump, il negoziato è “molto vicino a un accordo” e sta facendo “progressi concreti”. Il presidente americano ha annunciato l’invio a Mosca dell’emissario Witkoff per un incontro diretto con Vladimir Putin, mentre il segretario dell’Esercito Usa, Driscoll, si recherà a Kiev per ulteriori consultazioni.
Trump ha precisato che l’Europa sarà “ampiamente coinvolta nelle garanzie di sicurezza” e che non esiste “alcuna deadline per raggiungere un accordo”. Ha inoltre affermato che “i russi stanno facendo concessioni” per accelerare la fine del conflitto, che potrebbe teoricamente chiudersi entro la fine del 2025.
Più cauta la posizione della Nato. Il segretario generale Mark Rutte, intervistato dal quotidiano spagnolo El País, ha ricordato che la conclusione della guerra non eliminerà il problema di fondo: “La Russia continuerà a rappresentare una grave minaccia per l’Europa”, ha dichiarato. Secondo Rutte, il continente dovrà rafforzare le proprie capacità di difesa indipendentemente dagli sviluppi dei negoziati.
Nonostante il quadro diplomatico sembri muoversi, dal Cremlino filtra poco ottimismo e l’esercito russo non ha rallentato le operazioni militari in Ucraina. Sul terreno, l’avanzata di Mosca prosegue, lasciando intendere che il percorso verso la pace resta complesso e tutt’altro che definito.







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