(Shutterstock) Il clima di tensione tra Mosca e Kiev si è intensificato dopo l’accusa della Russia secondo cui l’Ucraina avrebbe attaccato la residenza di Vladimir Putin. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto le accuse, denunciando che i russi “non hanno ancora fornito prove plausibili” del presunto raid, ricevendo il sostegno dell’Eliseo, che ha definito l’episodio un “atto di sfida all’agenda della pace”.
Il Cremlino ha reagito definendo le azioni “criminali” e sottolineando che compromettono le trattative di pace. Contestualmente, Mosca ha annunciato l’operatività dei missili Oreshnik, dotati di capacità nucleare e schierati in Bielorussia, come segnale di forza militare.
La diplomazia europea resta cauta ma compatta a sostegno di Kiev. I leader europei, inclusa la premier italiana Giorgia Meloni, hanno partecipato a un incontro virtuale per coordinare le posizioni in vista della riunione del 6 gennaio in Francia, nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi.
Sul fronte operativo, nella notte bombardamenti russi hanno colpito la città meridionale di Odessa, provocando feriti, tra cui tre bambini, e danni alle infrastrutture. Droni hanno inoltre attaccato una città portuale russa sul Mar Nero, causando ulteriori ferimenti e distruzioni. La situazione resta altamente instabile, con rischio di escalation crescente.







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