Caracas, 3 gennaio 2026 – Sarebbero state almeno sette le esplosioni che hanno scosso la capitale venezuelana Caracas nella notte, intorno alle 2 (ora locale). A riferirlo sono diversi media internazionali, secondo cui sarebbe stata colpita una grande base militare nella parte meridionale della città, rimasta senza elettricità. Dalla zona interessata si è levata una colonna di fumo visibile a distanza, mentre numerosi quartieri sarebbero rimasti al buio.
Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha parlato di una “gravissima aggressione da parte degli Stati Uniti”, denunciando un attacco diretto al Paese.
Poche ore dopo, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno condotto un “attacco su larga scala” contro il Venezuela. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth, Trump ha dichiarato:
«Gli Stati Uniti d’America hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolás Maduro, che è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie. L’operazione è stata condotta in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi».
Secondo quanto riferito dalla Cbs, Maduro sarebbe stato catturato da una divisione della Delta Force, unità statunitense specializzata in operazioni antiterrorismo e missioni speciali. Lo stesso Maduro e la moglie sarebbero stati incriminati a New York, come riferito dalla ministra della Giustizia degli Stati Uniti Pam Bondi, citata dai media americani.
Di segno opposto la versione fornita dalle autorità venezuelane. Il ministro della Difesa Vladimir Padrino López ha dichiarato che elicotteri statunitensi avrebbero attaccato aree urbane di Caracas, causando vittime civili, il cui numero non è stato ancora precisato.
L’Italia segue con attenzione l’evoluzione della crisi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere che la Farnesina sta monitorando la situazione attraverso la rappresentanza diplomatica a Caracas, con particolare attenzione alla comunità italiana presente nel Paese. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è “costantemente informata”, mentre l’Unità di crisi della Farnesina è operativa.
La situazione resta in rapida evoluzione, con versioni contrastanti degli eventi e forti timori per un’ulteriore escalation militare e diplomatica.







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