Donald Trump ha preannunciato l’esistenza di un “futuro accordo relativo alla Groenlandia e all’intera regione artica”, illustrando, insieme al segretario generale della Nato, Mark Rutte, la struttura di un’intesa che, se finalizzata, sarebbe “estremamente vantaggiosa per gli Stati Uniti e per tutte le nazioni dell’Alleanza atlantica”. Secondo quanto dichiarato dal tycoon, i negoziati ufficiali saranno guidati dal vicepresidente Usa JD Vance, dal segretario di Stato Marco Rubio, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da altri membri dell’amministrazione “a seconda delle necessità”.
Trump: “Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo”
Il presidente americano ha sottolineato che le concessioni ottenute da Rutte sarebbero state significative. “Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo sulla Groenlandia”, ha affermato, suscitando interrogativi, dal momento che in passato Washington aveva manifestato interesse per un controllo più esteso dell’isola.
Rutte conferma il quadro d’intesa
Il premier olandese Mark Rutte ha confermato l’esistenza di un “quadro d’intesa” sulla Groenlandia, definendo l’incontro “ottimo” e anticipando che ci saranno ulteriori conversazioni, senza fornire dettagli specifici.
Basi militari Usa e aggiornamento degli accordi
Fonti del New York Times indicano che l’accordo prevederebbe la ceduta di porzioni limitate del territorio groenlandese agli Stati Uniti, dove potranno essere costruite basi militari, similmente alla situazione delle basi britanniche a Cipro. È previsto inoltre l’impegno dell’Alleanza a effettuare investimenti nella regione artica, compreso l’acquisto di armi americane.
Va precisato che la sovranità complessiva della Groenlandia non è in discussione, e l’isola rimarrà sotto il controllo del Regno di Danimarca. L’obiettivo principale sarebbe la protezione della regione artica, un’area di crescente interesse strategico per Russia e Cina.
Sicurezza, materie prime e Golden Dome
Il quadro normativo discusso include l’aggiornamento dell’Accordo di difesa della Groenlandia del 1951, che autorizza gli Usa a costruire basi militari e a istituire “aree di difesa” secondo le necessità della Nato. Il piano contempla ulteriori interventi sulla sicurezza dell’Artico, la gestione delle risorse naturali e il posizionamento del sistema di difesa antimissile statunitense Golden Dome, finalizzato a contrastare le “influenze esterne maligne” di Russia e Cina.
Trump ha confermato che i colloqui sul Golden Dome continueranno nei prossimi incontri, ribadendo l’importanza strategica dell’Artico per la sicurezza degli Stati Uniti e dell’Alleanza Atlantica.







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