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Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese: “Dichiarazioni oltraggiose e irresponsabili”

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PARIGI – La Francia chiederà ufficialmente le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, dopo le dichiarazioni rilasciate sabato scorso durante una conferenza in cui ha definito Israele “nemico comune dell’umanità”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, intervenendo all’Assemblea Nazionale.

Parigi, membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha condannato “senza alcuna riserva” le parole della relatrice, ritenendo che esse non prendano di mira il governo israeliano – la cui politica può essere legittimamente criticata – ma Israele “in quanto popolo e in quanto nazione”, circostanza giudicata “assolutamente inaccettabile”. La richiesta di dimissioni sarà avanzata il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.

Le dichiarazioni di Barrot arrivano dopo le proteste di diversi parlamentari francesi. Tra questi la deputata Caroline Yadan, che ha definito le affermazioni di Albanese una “retorica demonizzatrice con profonde radici antisemite”, sottolineando come siano state pronunciate alla presenza di un dirigente di Hamas e del ministro degli Esteri iraniano. Secondo Yadan, il mandato delle Nazioni Unite impone “imparzialità, moderazione e senso di responsabilità” e non può trasformarsi in “una piattaforma per posizioni radicali”, invitando il governo francese a intervenire per una rimozione immediata.

Nel suo intervento, Barrot ha parlato di “una lunga lista di posizioni scandalose”, citando presunte dichiarazioni che minimizzerebbero o giustificherebbero gli attacchi del 7 ottobre, definiti dal ministro “il peggior massacro antisemita dopo l’Olocausto”, oltre a riferimenti alla “lobby ebraica” e paragoni tra Israele e il Terzo Reich.

“Francesca Albanese non può rivendicare lo status di esperta indipendente delle Nazioni Unite – ha concluso Barrot –. Non è né un’esperta né indipendente: è un’attivista politica che diffonde discorsi d’odio”. Secondo il ministro, tali posizioni finiscono per danneggiare la stessa causa palestinese che la relatrice afferma di voler difendere.

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