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Nuove tensioni in Medio Oriente: attacchi incrociati tra Iran e Israele, droni su Baghdad e Bassora

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Il conflitto tra Iran e Israele continua ad intensificarsi con nuovi attacchi e crescenti tensioni regionali. Nelle ultime ore diverse esplosioni sono state segnalate nell’area di Beersheba, nel sud di Israele, a seguito di un nuovo lancio di missili iraniani. L’allarme è scattato anche nel centro del Paese, compresa Tel Aviv, dove le sirene hanno avvertito la popolazione del pericolo imminente e sono state udite altre detonazioni.

Parallelamente, le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato l’avvio di una nuova ondata di attacchi contro infrastrutture del regime iraniano nella capitale Teheran, nell’ambito dell’offensiva militare in corso.

La tensione si estende anche ad altri Paesi della regione. Nel sud dell’Iraq un attacco con droni ha colpito per la seconda volta nella giornata un impianto petrolifero che ospita compagnie energetiche straniere nel complesso di Burjesia, nella provincia di Bassora. Secondo fonti di sicurezza, due droni sono stati abbattuti mentre un terzo è riuscito a colpire l’obiettivo.

Un ulteriore attacco con droni e missili ha preso di mira anche il complesso aeroportuale di Aeroporto Internazionale di Baghdad, che ospita una base militare e una struttura diplomatica statunitense. Sul posto sono state inviate ambulanze e si è sviluppato un incendio.

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno reso noto che nei primi sette giorni dell’operazione militare, iniziata il 28 febbraio e denominata “Furia epica”, sono stati colpiti oltre 3.000 obiettivi in Iran. Il comando centrale americano ha inoltre dichiarato che 43 navi militari iraniane sarebbero state danneggiate o distrutte.

Secondo l’ambasciatore iraniano all’Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, il bilancio delle vittime civili iraniane avrebbe raggiunto quota 1.332 morti, con migliaia di feriti. Teheran accusa Stati Uniti e Israele di crimini di guerra.

Sul piano diplomatico cresce anche la tensione con l’Europa. Il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi ha avvertito che qualsiasi Paese europeo che dovesse unirsi alle operazioni militari di Washington e Tel Aviv “diventerà un obiettivo legittimo di rappresaglia”.

Intanto emergono nuove indiscrezioni sul possibile coinvolgimento indiretto di Russia: secondo il Washington Post, l’intelligence russa avrebbe fornito a Teheran dati su basi, navi e velivoli americani, aumentando ulteriormente la complessità dello scenario internazionale.

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