Teheran – Nuove esplosioni sono state avvertite oggi a Dubai e a Manama, segnando l’ottavo giorno di guerra in Medio Oriente, come riportano corrispondenti dell’AFP. A Dubai sono stati percepiti due forti boati, mentre a Manama è stato udito un unico forte colpo accompagnato dalle sirene d’allarme. Il Ministero dell’Interno del Bahrein ha invitato cittadini e residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino, tramite un messaggio diffuso su X.
L’Iran ha rivolto un messaggio ai Paesi vicini: “Ci scusiamo per i raid, si fermeranno se gli attacchi non partiranno da voi”, sottolineando la natura preventiva delle operazioni militari. Nonostante ciò, l’escalation prosegue: droni iraniani avrebbero colpito siti in Bahrein, Kuwait e Iraq.
Sul fronte internazionale, il presidente Donald Trump ha escluso qualsiasi negoziato con l’Iran, chiedendo la “resa incondizionata”. Gli Stati Uniti hanno intensificato i raid su Teheran, mentre in Libano circa mezzo milione di persone si è visto costretto a fuggire dagli attacchi in corso.
L’Iran ha avvertito che i Paesi europei potrebbero diventare “obiettivi legittimi se si uniscono all’aggressione”, segnando un’ulteriore escalation diplomatica e militare. Secondo il Washington Post, la Russia starebbe fornendo informazioni d’intelligence a Teheran per facilitare attacchi contro le forze statunitensi.
Parallelamente, la Reuters riferisce che il Pentagono considera gli Stati Uniti responsabili dell’attacco a una scuola iraniana in cui sono morte 150 bambine, alimentando ulteriormente la tensione internazionale.
La situazione resta estremamente volatile, con civili in fuga, città in allerta e potenze globali coinvolte in un pericoloso intreccio di raid, alleanze strategiche e minacce reciproche, mentre il conflitto continua a espandersi oltre i confini tradizionali della regione.






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