L’Italia non parteciperà alla guerra in Medio Oriente, ribadisce il comunicato diffuso al termine della riunione del Consiglio supremo di difesa, presieduto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella al Quirinale. La conferma segue le parole del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento.
Il Consiglio ha analizzato lo scenario di crisi generato dall’azione militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, esprimendo grave preoccupazione per gli effetti destabilizzanti sull’intera regione del Medio Oriente e sull’area del Mediterraneo. La valutazione include anche il rischio per l’ordine internazionale e il ruolo indebolito delle istituzioni multilaterali, con riferimento alle sfide legate al programma nucleare iraniano, alla sicurezza di Israele e alla condanna delle repressioni interne del regime di Teheran.
Uso delle basi italiane e cooperazione con gli alleati
Il Consiglio ha preso atto dell’uso delle basi italiane da parte delle forze statunitensi, secondo gli accordi internazionali vigenti, limitato ad attività addestrative e supporto tecnico-logistico. Eventuali richieste che eccedessero tali attività saranno sottoposte al Parlamento.
È stata confermata inoltre la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nella regione e di sostenere i Paesi del Golfo, importanti partner strategici dell’Italia, salvaguardando anche i militari italiani già impegnati in missioni autorizzate dal Parlamento.
Coordinamento europeo e rischi per la sicurezza
Il Consiglio ha sottolineato l’importanza di coordinarsi con principali alleati europei – Francia, Germania e Regno Unito – per tutelare interessi comuni e sicurezza collettiva. La preoccupazione riguarda anche i missili lanciati verso Cipro e Turchia, intercettati dalle difese NATO, e i possibili effetti del conflitto sul piano economico ed energetico, a livello nazionale e internazionale.
Tra i presenti alla riunione: il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Guido Crosetto, Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso, il sottosegretario Alfredo Mantovano, il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, il segretario del Consiglio supremo di difesa Francesco Garofani e il segretario generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti.
L’Italia conferma così la propria posizione di neutralità, pur mantenendo il sostegno agli alleati e la protezione dei propri cittadini all’estero.






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