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Stretto di Hormuz, sei Paesi pronti a garantire la sicurezza della navigazione commerciale

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Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone hanno dichiarato oggi la loro disponibilità a partecipare a un piano internazionale per garantire la sicurezza del traffico commerciale nello strategico Stretto di Hormuz, parzialmente chiuso dall’Iran in risposta ad attacchi attribuiti a Stati Uniti e Israele. Lo rende noto un comunicato congiunto diffuso da Downing Street, in cui i sei Paesi condannano con forza le azioni iraniane contro navi commerciali e infrastrutture civili.

Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha precisato: “Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua”, chiarendo che qualsiasi iniziativa internazionale dovrà rispettare un cessate il fuoco preventivo.

Nel comunicato, i sei Paesi esprimono “profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto in Medio Oriente” e rivolgono un appello diretto a Teheran, invitandola a cessare immediatamente minacce, attacchi con mine e droni, e ogni tentativo di blocco dello Stretto, conformemente alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Viene sottolineata l’importanza della libertà di navigazione e il rischio che le azioni dell’Iran abbiano effetti negativi su scala globale, in particolare per le nazioni più vulnerabili.

I sei firmatari si impegnano anche a sostenere, insieme all’ONU e ad altri organismi, i Paesi più esposti alle conseguenze del conflitto, auspicando una moratoria sugli attacchi alle infrastrutture civili legate al petrolio e al gas, a tutela della sicurezza e della prosperità internazionale.

Fonti della Difesa italiana confermano che un’eventuale missione per garantire il transito commerciale nello Stretto di Hormuz coinvolgerebbe più Paesi, Italia inclusa, ma solo sotto l’egida delle Nazioni Unite.

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