La NATO ha annunciato la sospensione “temporanea” della sua missione in Iraq a causa dell’escalation del conflitto regionale. La decisione arriva in un contesto di tensioni crescenti tra Stati Uniti, Iran e Israele.
Il presidente Donald Trump ha criticato i membri dell’Alleanza, definendoli “codardi” per la presunta mancanza di sostegno nella guerra contro l’Iran.
Minacce e attacchi
Il portavoce delle forze armate iraniane ha dichiarato che “i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo non saranno più sicuri per i nemici”. Intanto, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno reso noto che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce, Ali Mohammad Naini.
La nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha invitato i vertici dell’intelligence a proseguire il lavoro del ministro ucciso Esmaeil Khatabi, sottolineando che “la sicurezza deve essere strappata ai nemici interni ed esterni e garantita a tutti i nostri compatrioti”.
Risposta internazionale
Diversi Paesi tra cui Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone si sono detti pronti a contribuire a un piano volto a garantire la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, importante via strategica per il traffico petrolifero globale.
L’evolversi della situazione rimane monitorato a livello internazionale, con particolare attenzione alla sicurezza delle rotte marittime e alla stabilità della regione.






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