Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato la morte del loro portavoce Ali Mohammad Naini, ucciso durante attacchi attribuiti a Stati Uniti e Israele. La nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha esortato l’intelligence a seguire la linea del ministro Esmaeil Khatabi, invitando i funzionari a rafforzare la sicurezza interna e garantire la protezione dei cittadini.
Intanto, Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone si sono dichiarati pronti a partecipare a un piano internazionale per assicurare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, senza alcun intervento militare, come precisato da Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Teheran ha reagito minacciando che chi collaborerà con gli Stati Uniti per riaprire lo Stretto sarà considerato complice dell’aggressione.
Il conflitto ha già avuto ripercussioni sul mercato energetico: il prezzo del petrolio è in forte aumento e la Banca Centrale Europea avverte che la guerra nel Golfo avrà un impatto rilevante sull’inflazione.
Nelle ultime ore, un incendio è scoppiato in una raffineria del Kuwait a seguito di attacchi con droni, mentre Israele ha annunciato attacchi contro obiettivi militari in Siria, aumentando ulteriormente la tensione regionale.






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