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Escalation in Medio Oriente: Israele colpisce il reattore di Arak, missili iraniani su Beersheba. Netanyahu: “Pagheranno il prezzo”

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TEL AVIV / TEHERAN – Si aggrava drammaticamente la tensione in Medio Oriente. Nelle ultime ore, l’Aeronautica militare israeliana ha colpito diversi obiettivi strategici in Iran, tra cui il reattore nucleare ad acqua pesante di Arak, uno dei simboli più sensibili del programma atomico iraniano. Lo confermano fonti di intelligence occidentale, mentre Teheran non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale sull’attacco.

Contemporaneamente, missili iraniani hanno colpito il sud e il centro di Israele, centrando, secondo quanto dichiarato dal premier Benjamin Netanyahu, anche l’ospedale Soroka di Beersheba, causando vittime e feriti tra la popolazione civile. “Questa mattina i tiranni terroristi iraniani hanno lanciato missili contro l’ospedale Soroka e contro la popolazione civile nel centro del Paese. I tiranni di Teheran ne pagheranno il prezzo”, ha scritto Netanyahu su X.

Raid notturni su Teheran, colpita anche Tel Aviv

Fonti iraniane parlano di nuovi raid israeliani notturni su Teheran, mentre missili balistici sono stati lanciati dall’Iran verso Tel Aviv, dove è stata segnalata l’attivazione del sistema di difesa Iron Dome. L’escalation è senza precedenti e rischia di infiammare l’intera regione.

Il ruolo degli Stati Uniti e la posizione di Trump

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il presidente americano Donald Trump, probabile candidato repubblicano alle presidenziali USA 2024, avrebbe approvato un piano d’attacco contro l’Iran, ma starebbe attendendo il momento opportuno per dare il via libera operativo. Una mossa che potrebbe radicalmente cambiare il corso degli eventi.

Khamenei: “Conseguenze irreparabili”

Intanto, la Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, ha diffuso un messaggio registrato in cui minaccia “conseguenze irreparabili” in caso di ulteriori attacchi. “Non ci arrenderemo mai”, ha dichiarato, parlando al popolo iraniano e alle forze armate.

Putin e l’AIEA frenano

Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin ha smentito qualsiasi coinvolgimento diretto di Mosca. “Teheran non ci ha chiesto aiuto militare”, ha dichiarato. Anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha fatto sapere che non ha mai affermato che l’Iran stia producendo un ordigno nucleare, cercando così di contenere l’allarme internazionale.

Rischio guerra regionale

L’intera regione è sull’orlo di una crisi militare su larga scala, con Israele e Iran sempre più vicini a uno scontro diretto e aperto. Le principali potenze internazionali osservano con crescente preoccupazione. Le prossime ore saranno decisive per comprendere se sarà possibile riportare la situazione sotto controllo o se l’escalation proseguirà verso uno scenario di guerra totale.

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