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Israele colpisce il reattore nucleare di Arak: nessuna fuga radioattiva, evacuata l’area prima dell’attacco

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Teheran, 19 giugno 2025 – Il reattore ad acqua pesante di Arak, uno dei principali impianti nucleari iraniani, è stato colpito nelle ultime ore da un raid dell’Aeronautica militare israeliana, nell’ambito dell’operazione “Rising Lion”. La notizia è stata confermata dalla televisione di stato iraniana, che ha precisato come non vi sia stato alcun pericolo di radiazioni, sottolineando che l’impianto era stato evacuato prima dell’attacco.

Il reattore, situato a circa 250 km a sud-ovest di Teheran, nella regione di Khondab, è considerato un sito sensibile dal punto di vista della proliferazione nucleare. L’esercito israeliano aveva invitato la popolazione locale ad evacuare alcune ore prima dell’attacco, tramite un avviso diffuso sui social media contenente anche una mappa satellitare dell’impianto cerchiata in rosso – un metodo già utilizzato in precedenza nei raid su Gaza.

Il ruolo del reattore e i rischi di proliferazione

Il reattore di Arak utilizza acqua pesante, una sostanza che consente il raffreddamento del combustibile nucleare ma che, come sottoprodotto, può generare plutonio, potenzialmente impiegabile nella costruzione di armi nucleari. Questo lo rende un impianto strategicamente rilevante e al centro delle preoccupazioni occidentali.

In base all’accordo nucleare del 2015 (Joint Comprehensive Plan of Action), l’Iran aveva accettato di riprogettare il reattore di Arak per ridurre la quantità di plutonio prodotto, e di vendere all’Occidente le sue scorte di acqua pesante per rispettare i vincoli di non proliferazione. In tale contesto, la Gran Bretagna era subentrata agli Stati Uniti nella supervisione del progetto di riprogettazione, dopo l’uscita unilaterale di Washington dall’accordo voluta dal presidente Donald Trump nel 2018.

Obiettivi strategici dell’operazione “Rising Lion”

Il raid su Arak si inserisce in un’operazione militare israeliana su larga scala, denominata “Rising Lion”, che negli ultimi giorni ha colpito diversi siti del programma nucleare iraniano. Tra gli altri obiettivi già centrati figurano il sito di arricchimento dell’uranio a Natanz, i laboratori di centrifughe a Teheran, un impianto nucleare a Isfahan, e le strutture legate alla leadership del programma atomico iraniano.

L’attacco al reattore di Arak rappresenta una chiara escalation nel conflitto a distanza tra Israele e Iran sul fronte del nucleare, in un momento già delicatissimo per la stabilità regionale. Sebbene per ora non si registrino vittime, l’episodio aumenta le tensioni e rischia di innescare una nuova fase di scontro diplomatico e militare.

La comunità internazionale osserva con preoccupazione, mentre l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) potrebbe essere chiamata a intervenire per valutare i danni e garantire la sicurezza dei siti nucleari iraniani.

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