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La Russia lancia un massiccio attacco aereo con 537 droni e missili contro l’Ucraina: colpite anche le regioni occidentali

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(Drop of Light/Shutterstock)Nella notte, l’aeronautica ucraina ha denunciato un attacco senza precedenti da parte della Russia, con un numero record di 537 droni e missili lanciati contemporaneamente su diverse zone dell’Ucraina. Le autorità hanno definito l’azione un “attacco combinato su larga scala“, che ha colpito non solo le zone di conflitto al fronte, ma anche regioni lontane, fino a quelle occidentali.

Tra le aree interessate, spiccano le regioni di Leopoli, Zaporizhzhia, Ivano-Frankivsk, Cherkasy e la capitale Kiev, dove sono state segnalate numerose esplosioni. Nella regione di Leopoli, vicina al confine con la Polonia, le autorità locali hanno avvertito della minaccia di droni e missili, con un alto numero di missili da crociera abbattuti dall’aeronautica militare ucraina.

Il governatore di Cherkasy ha confermato almeno tre feriti e danni significativi alle infrastrutture civili. In risposta a questo incremento di aggressioni nelle regioni occidentali, le forze armate polacche hanno immediatamente attivato la difesa aerea e fatto decollare caccia intercettori.

Durante la notte, le forze ucraine hanno anche subito la perdita di un caccia F-16: il pilota è stato colpito mentre tentava di respingere l’attacco di missili e droni russi ed è morto. Si tratta della terza perdita di un F-16 dall’inizio della guerra, come riportato dall’esercito ucraino e citato dal Guardian.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, attraverso un post su X (ex Twitter), ha denunciato la portata senza precedenti degli attacchi:
“In 7 giorni 114 missili, 1.270 droni e 1.100 bombe plananti. Putin vuole continuare la guerra, serve pressione”.

Dal canto suo, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver colpito nella notte obiettivi strategici, tra cui impianti dell’industria bellica e raffinerie di petrolio.

La risposta del Cremlino e possibili sviluppi diplomatici

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha escluso che nuove sanzioni possano spingere Mosca a negoziare:
“È impossibile spingere la Russia ai colloqui sull’Ucraina con nuove sanzioni: più gravi saranno le misure, più seria sarà la risposta di Mosca.”

Parallelamente, si sta discutendo tra Mosca e Washington della possibilità di un vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump. Il consigliere del Cremlino per la politica estera, Yuri Ushakov, ha dichiarato che, pur non essendo ancora in una fase operativa, l’incontro potrebbe avvenire “in qualsiasi momento”.

Le dure dichiarazioni di Sergei Lavrov

In visita ufficiale in Kirghizistan, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha attaccato duramente l’Occidente, affermando che “l’Occidente sta iniziando a intuire che non riuscirà a sconfiggere la Federazione Russa usando Kiev”.
Lavrov ha inoltre paragonato i nazisti tedeschi ai “nazisti ucraini moderni”, sottolineando un presunto comune atteggiamento di oppressione. Ha poi rivolto pesanti critiche ai leader europei, accusando il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz di voler riportare l’Europa a un passato imperialista.

La situazione sul terreno e il clima politico continuano a essere estremamente tesi, con il rischio di ulteriori escalation. Le autorità ucraine e i Paesi vicini restano in massima allerta.

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