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Mosca furiosa con l’Europa dopo la dichiarazione su pace e Ucraina

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Mosca esplode di rabbia contro i leader europei dopo la dichiarazione congiunta firmata anche dalla premier italiana Giorgia Meloni, in cui si afferma che «il percorso verso la pace non può essere deciso senza l’Ucraina», in riferimento al recente summit Trump-Putin in Alaska.

Il ministero degli Esteri russo ha definito il documento un «volantino nazista», mentre l’ex presidente e falco russo Dmitry Medvedev è passato agli insulti, definendo i firmatari «imbecilli».

Oggi è prevista una riunione urgente dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea. Nel frattempo, la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha ribadito che i territori temporaneamente occupati sono «parte integrante dell’Ucraina».

Sul fronte americano, il vicepresidente Usa Vance ha sottolineato che «l’accordo alla fine non farà felice né Mosca né Kiev». Continua intanto il pressing internazionale per far sedere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al tavolo delle trattative. Vance ha precisato che «stiamo lavorando per stabilire quando sarà possibile un vertice a tre, ma per ora la priorità resta l’incontro tra Trump e Putin».

La tensione diplomatico-politica rimane alta mentre si cercano vie per avviare un negoziato di pace duraturo.

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