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Ucraina, vertice a Mar-a-Lago: Trump incontra Zelensky e sente Putin. “Garanzie di sicurezza forti, con l’Europa”

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Il presidente Usa Donald Trump ha incontrato Volodymyr Zelensky a Mar-a-Lago in un vertice che segna una nuova fase del confronto diplomatico sulla guerra in Ucraina. Durante la riunione, il presidente statunitense e quello ucraino hanno avuto anche un collegamento con alcuni leader dell’Unione europea, nel tentativo di coordinare una linea comune sul possibile percorso verso la pace.

Prima del faccia a faccia con Zelensky, Trump ha riferito di aver avuto una “buona e costruttiva telefonata” con il presidente russo Vladimir Putin. Al termine dell’incontro, il leader americano ha assicurato che, in caso di un piano di pace, all’Ucraina saranno garantite “forti” misure di sicurezza, precisando che tali garanzie “coinvolgeranno l’Europa”. Trump ha inoltre affermato che “sia Zelensky che Putin sono pronti” ad avviare un processo negoziale.

Da parte ucraina, però, il clima resta di forte cautela. “I bombardamenti russi dimostrano che Mosca non vuole la pace”, ha denunciato Zelensky, sottolineando la necessità di “posizioni forti sia al fronte che in diplomazia per impedire a Putin di eludere una fine vera e giusta della guerra”.

Sul fronte europeo, il premier polacco Donald Tusk ha riferito l’esito di una videoconferenza con i principali leader del continente, tra cui Merz, Macron, Meloni e Starmer: “I partner europei hanno concordato che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina sono cruciali”, ha dichiarato, ribadendo il ruolo centrale dell’Europa in qualsiasi accordo futuro.

Da Mosca, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha confermato che “la Russia è pronta a proseguire la cooperazione con gli Stati Uniti per un’intesa su Kiev”, ma ha contemporaneamente attaccato i leader europei, accusandoli di “chiudere gli occhi sugli scandali in Ucraina”. Il presidente Putin, intanto, ha rilanciato toni duri: “Senza un’intesa, useremo la forza”. In un’intervista all’agenzia Tass, Lavrov ha poi lanciato un monito diretto all’Europa, precisando che la Russia non intende attaccare nessuno, ma avvertendo che “chiunque prendesse in considerazione l’idea di attaccare la Russia subirebbe un colpo devastante”.

Sul terreno, la guerra continua a mostrare il suo volto più duro. Nella notte tra venerdì e sabato Kiev è stata colpita da un massiccio attacco missilistico balistico che ha lasciato milioni di persone senza elettricità. Secondo i media, la Russia avrebbe lanciato contro la capitale missili ipersonici Kinzhal, quattro missili balistici Iskander e diversi missili da crociera Kalibr, aggravando ulteriormente una situazione umanitaria già critica.

Mentre la diplomazia prova a riaprire spiragli, i bombardamenti e le minacce incrociate confermano quanto il percorso verso una pace stabile resti complesso e fragile.

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