La Groenlandia torna al centro dell’attenzione internazionale dopo le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nei giorni scorsi ha affermato: «Ci occuperemo della Groenlandia tra circa due mesi. Parleremo della Groenlandia tra 20 giorni». Parole che hanno immediatamente suscitato reazioni e preoccupazioni in Europa.
In una nota congiunta, diversi leader europei hanno ribadito con fermezza che ogni decisione riguardante la Groenlandia spetta esclusivamente alla Danimarca e al popolo groenlandese, riaffermandone la piena sovranità. Tra i firmatari figurano il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, il premier polacco Donald Tusk, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, il premier britannico Keir Starmer e la premier danese Mette Frederiksen.
«La sicurezza dell’Artico rimane una priorità fondamentale per l’Europa ed è essenziale per la sicurezza internazionale e transatlantica. La Nato considera l’Artico un’area strategica e gli alleati europei stanno intensificando i loro sforzi», si legge nel documento. «La sicurezza nella regione deve essere garantita collettivamente, nel pieno rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui sovranità, integrità territoriale e inviolabilità dei confini».
La Danimarca rafforza la presenza militare
Parallelamente, il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha annunciato un rafforzamento della presenza militare in Groenlandia, insieme a una maggiore attività della Nato e all’intensificazione delle esercitazioni nell’area artica. «La Groenlandia fa parte del Commonwealth danese e della Nato. Non risulta che la sua appartenenza sia messa in discussione a livello internazionale», ha sottolineato Poulsen.
Il Regno Unito smorza i toni
Dal Regno Unito, il premier Keir Starmer ha cercato di ridimensionare le tensioni. Un portavoce di Downing Street ha chiarito che Donald Trump resta un alleato affidabile e non rappresenta una minaccia per l’Europa, ribadendo la centralità della “relazione speciale” tra Washington e Londra.
La questione della Groenlandia, territorio chiave per l’equilibrio geopolitico dell’Artico e per il controllo delle future rotte marittime, resta dunque sotto stretta osservazione internazionale, con l’Unione europea e la Nato determinate a garantire sicurezza e stabilità nel rispetto del diritto internazionale.







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