Incendio al Constellation: Moretti accusa il Comune e scontro con i familiari delle vittime

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Crans-Montana – Continua a delinearsi la complessa vicenda giudiziaria legata all’incendio del bar Le Constellation, dove la notte di Capodanno persero la vita 41 persone. Nel corso dell’interrogatorio del proprietario, Jacques Moretti, davanti ai procuratori e a oltre 50 avvocati delle parti civili, il gestore ha ribadito che il locale era sicuro e che, in caso contrario, la responsabilità ricadrebbe sul Comune di Crans-Montana, accusato di non aver effettuato i controlli obbligatori.

Moretti ha sottolineato varie carenze strutturali e di sicurezza: dagli estintori mai utilizzati e mal segnalati, all’impianto di ventilazione mai controllato, fino alla presenza di materiali infiammabili nel sottosuolo del locale. “Per scurire lo chalet alpino nel sotterraneo ho usato un cannello a fuoco tra una trave e l’altra, ma nulla si è incendiato”, ha dichiarato Moretti, riferendo anche di problemi con i cartelli di sicurezza staccatisi facilmente al passaggio dei clienti.

Scontro con i familiari delle vittime
All’arrivo dei coniugi Moretti in tribunale, i familiari delle vittime hanno reagito con rabbia, accusandoli apertamente: “Siete la mafia, dov’è mio figlio?” ha urlato una madre. La coppia è stata scortata dalla polizia e accompagnata dagli avvocati, ma la tensione è sfuggita al controllo e si sono registrati momenti di concitazione. Moretti ha risposto: “Mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia”.

Le istituzioni nel mirino
Il proprietario ha spostato il focus sulle responsabilità delle autorità locali. Secondo il capo della sicurezza pubblica del municipio, Christophe Balet, il Constellation non era considerato prioritario nei controlli, nonostante la capienza di 200 persone e il fatto che fosse interrato. Le ispezioni erano inoltre ostacolate da problemi informatici legati al programma di gestione dei controlli, sostituito in fretta nel 2023 per questioni interne al Cantone del Vallese. La comunicazione ufficiale del Consigliere di Stato sulla necessità di effettuare le visite periodiche dei pubblici esercizi è arrivata solo il 6 gennaio, una settimana dopo la tragedia.

Le immagini del locale devastato e le testimonianze raccolte confermano la gravità della situazione e pongono nuove ombre sulle responsabilità degli enti locali, complicando ulteriormente il quadro dell’inchiesta della Procura di Sion.

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