Dodicesimo giorno di conflitto in Medio Oriente. Almeno tre navi sono state colpite nei pressi dello Stretto di Hormuz, diventato il principale punto strategico del conflitto. Secondo l’agenzia marittima britannica Ukmto, si tratta di una nave portacontainer, una nave cargo e una nave portarinfuse, colpite in successione da “proiettili sconosciuti”. Dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, l’Ukmto ha registrato 14 incidenti che hanno preso di mira navi commerciali nella regione.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato l’attacco a due delle tre navi: la portacontainer Express Room, battente bandiera liberiana, e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree. Le forze armate iraniane hanno avvertito Stati Uniti e Israele: “Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile, perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato”.
Il presidente statunitense, Donald Trump, in un’intervista a Axios, ha dichiarato che la guerra in Iran finirà “presto” perché “non è praticamente rimasto niente da colpire”.
Secondo la Cnn, Mojtaba Khamenei, nuova Guida suprema dell’Iran, ha riportato una frattura a un piede, un ematoma attorno all’occhio sinistro e lacerazioni al viso a seguito del raid aereo israelo-americano del 28 febbraio che ha ucciso suo padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, e altri cinque membri della famiglia.






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