È il tredicesimo giorno di guerra e la crisi in Medio Oriente continua ad aggravarsi. Nel suo primo messaggio alla nazione, la nuova Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ribadito una linea durissima: «Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, i Paesi della regione chiudano le basi americane. Non ci arrenderemo mai e vendicheremo il sangue dei nostri martiri». Il discorso è stato trasmesso dalla televisione di Stato iraniana.
Dall’altra parte, il presidente statunitense Donald Trump ha risposto con un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social: «Gli Stati Uniti sono il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi salgono guadagniamo molto. Ma la mia priorità è impedire che l’Iran possieda armi nucleari e distrugga il Medio Oriente e il mondo. Non permetterò mai che ciò accada».
Nel frattempo il conflitto si estende. Dal Libano sono stati lanciati circa 200 razzi da Hezbollah verso Israele, mentre il governo israeliano minaccia un’invasione del Paese. Un’esplosione è stata segnalata anche presso l’impianto nucleare iraniano di Fordow Fuel Enrichment Plant, secondo quanto riferito dalla tv pubblica israeliana Kan citando fonti saudite.
Le tensioni stanno avendo pesanti effetti sull’economia globale. Il prezzo del Brent Crude Oil ha superato i 100 dollari al barile, mentre l’Agenzia Internazionale per l’Energia stima che dal Golfo possano mancare fino a 10 milioni di barili al giorno. In risposta alla crisi, l’Italia ha deciso di svincolare quasi 10 milioni di barili dalle proprie riserve strategiche. Le Borse internazionali intanto registrano forti ribassi.
Cresce anche l’allerta per le missioni militari all’estero. Un attacco ha colpito l’area della base militare italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che «tutti i nostri militari sono al sicuro nei bunker e non risultano vittime». Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di un «attacco deliberato». L’allerta resta massima.






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