Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha deciso di negare l’utilizzo della base militare di Sigonella ad alcuni asset aerei degli Stati Uniti. La decisione, presa nei giorni scorsi, riguarda velivoli che avrebbero dovuto atterrare a Sigonella prima di ripartire verso il Medio Oriente. Secondo quanto emerso, per questi voli non sarebbe stata richiesta l’autorizzazione preventiva, e le operazioni non rientrerebbero nelle missioni logistiche ordinarie.
Lo scalo militare siciliano, già molto utilizzato dall’inizio della guerra in Iran per rifornimento, logistica e sorveglianza aerea, può essere impiegato dagli Stati Uniti per attività belliche solo previa approvazione del governo italiano, come stabilito dagli accordi internazionali.
Reazioni politiche
Carlo Calenda ha commentato a Sky TG24: “Non c’è ragione di un approccio sottomesso nei confronti degli Usa ed è giusto e corretto che le basi non vengano date. Meloni ha pagato la vicinanza assurda a Trump e spero che l’esito del referendum imprimano una svolta al governo per costruire un’Europa sempre più forte. Non si può più accettare di essere calpestati come siamo calpestati”.
Lo stesso Crosetto ha sottolineato come l’uso delle basi Usa sul territorio nazionale sia regolato da trattati storici, tra cui il NATO SOFA del 1951, il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e il Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995.
La vicenda riapre il dibattito sulla sovranità italiana nella gestione delle basi militari straniere e sulla necessità di rispettare le procedure di autorizzazione preventiva per operazioni con finalità belliche.







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