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Tensioni nel Golfo Persico: la petroliera “Rich Starry” attraversa lo Stretto di Hormuz tra allerta e diplomazia internazionale

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Golfo Persico – Cresce la tensione nelle acque strategiche del Medio Oriente dopo il passaggio della petroliera cinese Rich Starry attraverso lo Stretto di Hormuz, area considerata cruciale per il transito globale del petrolio.

Secondo i dati di tracciamento navale della piattaforma MarineTraffic, la nave – lunga 188 metri e battente bandiera del Malawi – avrebbe forzato il blocco navale statunitense ed è ora in rotta di uscita dal Golfo Persico verso il Golfo di Oman, dopo essere partita dall’ancoraggio di Sharjah negli Emirati Arabi Uniti.

La petroliera, indicata a pieno carico con un pescaggio di 11,3 metri e velocità di circa 8 nodi, risulta diretta verso la Cina. Solo nelle ore precedenti aveva effettuato un’inversione di rotta, rinunciando inizialmente all’uscita dal Golfo.

Scenario geopolitico in forte tensione

L’episodio si inserisce in un contesto già altamente instabile. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la centralità strategica dello Stretto, affermando che “il mondo ne ha bisogno” e confermando la linea dura nei confronti dell’Iran, sottolineando che Teheran “non avrà mai armi nucleari”.

Dura la risposta del presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha avvertito Washington di non “mettere alla prova la determinazione dell’Iran”. Nel frattempo, i Guardiani della Rivoluzione hanno lanciato ulteriori avvertimenti agli Stati Uniti e a Israele, lasciando intendere possibili escalation regionali.

Secondo fonti internazionali, la Casa Bianca starebbe valutando opzioni militari limitate contro l’Iran, mentre sul piano diplomatico emergono segnali di possibile apertura.

Diplomazia e nuovi colloqui

L’agenzia Associated Press riferisce che il Pakistan avrebbe proposto di ospitare a Islamabad un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, nel tentativo di favorire una de-escalation prima della fine del cessate il fuoco.

Parallelamente, si apre oggi a Washington una nuova fase di colloqui di pace tra Israele e Libano. In questo contesto, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, atteso oggi a Beirut, ha sottolineato il ruolo della diplomazia europea nel favorire un esito positivo dei negoziati.

Nel confronto diplomatico si inserisce anche il ministro israeliano degli Esteri Gideon Sa’ar, coinvolto nei contatti preliminari con le controparti internazionali.

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