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Vertice Ue a Cipro, energia e crisi di Hormuz al centro del summit

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Agia Napa – È iniziato oggi, 23 aprile, il vertice informale dell’Unione europea a Agia Napa, con la cena inaugurale che apre due giorni di confronto tra i capi di Stato e di governo dei Ventisette. Sul tavolo, la crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Stretto di Hormuz, snodo strategico per i flussi globali di petrolio.

A guidare i lavori sono il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, con l’obiettivo dichiarato di evitare scenari allarmistici e mantenere una linea di gestione condivisa della crisi.

Presente anche la premier italiana Giorgia Meloni, che ha lanciato un appello a un cambio di passo: “L’Unione europea deve essere molto più coraggiosa” sul fronte energetico.

Crisi energetica e divisioni europee

Al momento, secondo fonti europee, viene escluso un intervento straordinario sul modello del programma SURE o del Next Generation EU. La Commissione sottolinea infatti l’elevata incertezza del contesto, definito “volatile e imprevedibile”.

Grande attenzione è rivolta ai negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran, ma a Bruxelles si ammette che una prolungata chiusura di Hormuz potrebbe avere effetti “catastrofici”, rendendo necessario un piano di emergenza.

Tra gli Stati membri emergono visioni divergenti: Paesi come la Spagna spingono per accelerare sulla transizione alle energie rinnovabili, mentre altri chiedono misure immediate per contenere l’impatto economico nel breve periodo.

La posizione dell’Italia

L’Italia guidata da Giorgia Meloni valuta la possibilità di chiedere la sospensione del Patto di stabilità e del sistema ETS, ma resta isolata su questo fronte. La Commissione mantiene una linea prudente, ricordando che le condizioni economiche attuali differiscono da quelle del 2022, durante la crisi energetica legata alla Russia.

Roma guarda comunque con interesse al nuovo piano di aiuti proposto da Bruxelles, che consentirebbe l’utilizzo di circa 12 miliardi di euro in tre anni, pur con impatti significativi sui conti pubblici.

Diplomazia e sicurezza internazionale

Oltre all’energia, il vertice affronta anche le implicazioni geopolitiche della crisi. Sempre più concreta l’ipotesi di un intervento della cosiddetta “coalizione dei Volenterosi”, con riunioni operative già in corso a Londra per pianificare una missione con l’obiettivo di garantire la libertà di navigazione nello Stretto.

Venerdì i leader si sposteranno a Nicosia per incontrare i rappresentanti di Giordania, Libano, Egitto, Siria e del Consiglio di Cooperazione del Golfo, rafforzando il dialogo con l’area mediorientale.

Attesa anche la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il via libera a un nuovo pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro per Kiev.

Il summit segna infine un passaggio simbolico: sarà il primo dopo 16 anni senza Viktor Orban, prossimo a lasciare la guida del governo ungherese.

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