Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato prorogato di ulteriori tre settimane. L’annuncio è arrivato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che punta a trasformare la tregua in corso in un percorso verso un accordo di pace definitivo tra i due Paesi.
L’intesa iniziale, una tregua di dieci giorni entrata in vigore venerdì 17 aprile e in scadenza lunedì prossimo, è stata quindi estesa dopo una nuova tornata di colloqui diplomatici a Washington, ospitati alla Casa Bianca e coinvolgenti rappresentanti dei due Paesi.
“Abbiamo avuto un ottimo incontro con i massimi funzionari del Libano e di Israele”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che “nelle prossime due settimane il presidente del Libano e il primo ministro israeliano verranno qui”. Il presidente americano ha parlato di “tre settimane senza spari”, sottolineando come si tratti di un cessate il fuoco che dovrà comunque tenere conto della complessità del quadro regionale e del ruolo di Hezbollah.
Secondo Trump, Israele e Libano hanno concordato “ulteriori tre settimane di assenza di spari”, una fase che dovrebbe consentire di consolidare i negoziati. “Non avverrà direttamente tra loro, ma dobbiamo ancora tenere conto di Hezbollah”, ha precisato.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha evidenziato il ruolo determinante dell’intervento diretto del presidente americano nel raggiungimento dell’estensione della tregua. “Il presidente ha voluto essere coinvolto personalmente e questo ha reso possibile la proroga”, ha dichiarato, sottolineando come l’obiettivo sia una “pace duratura tra due Paesi che desiderano vivere in pace”.
Resta però centrale la questione Hezbollah, escluso dai colloqui ma considerato un attore chiave del conflitto. Rubio ha definito Israele e Libano “vittime del gruppo”, affermando che “questa minaccia deve essere eliminata” per garantire stabilità nella regione. Posizione condivisa anche dall’ambasciatore israeliano e da quella libanese negli Stati Uniti, che hanno parlato di un processo diplomatico “senza precedenti” e di un possibile storico punto di svolta.
Trump si è detto ottimista sulla possibilità di un accordo di pace entro l’anno, definendo “grande” la probabilità di un’intesa tra Israele e Libano. “Non si sono mai incontrati, eppure sono vicini su alcune questioni e opposti su altre”, ha affermato, evidenziando la complessità dei rapporti tra i due Paesi.
Sul fondo del negoziato resta anche il ruolo dell’Iran, con Washington che continua a chiedere a Teheran di interrompere il sostegno ai gruppi armati nella regione, Hezbollah incluso. “È un requisito imprescindibile”, ha ribadito Trump.






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